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Il graal, tra leggenda e storia


Introduzione

Sebbene oggi sia solitamente identificato come il calice dell'Ultima Cena cercato dagli eroi il Graal è stato descritto come un piatto, un ciborium e perfino come una pietra bianca. Il santo Graal secondo la leggenda è la coppa in cui Gesù nell’ultima cena avrebbe trasformato il vino in sangue e successivamente Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue versato da Cristo sulla croce. Il Graal appare per la prima volta sotto forma letteraria nel Perceval di Chrétien de Troyes. Questa storia divenne la fonte da cui attinsero numerosi autori che i riproposero la figura del Graal . Le due opere più famose così ottenute sono il PAarzival di Wolfram von Eschenbach e LA Storia Graal di Robert de Boron . Boron, , fu il primo autore a riportare che il Graal si potesse identificare come la coppa usata nell'Ultima Cena da Gesù nello stesso si dice che fu raccolto il sangue versato durante la Crocifissione da Giuseppe d'Arimatea. .Verso la seconda metà del novecento grazie a importanti ritrovamenti archeologi come i papiri di NAG-HAMMADI in Egitto e quello dei rotoli di Qumran ,Gesù ci viene presentato in maniera diversa da come lo conosciamo e questi cambiamenti si possono notare nel libro IL SANTO GRAAL di Baigent , Leigh e Lincoln in cui si sostiene che Gesù non sarebbe morto sulla croce, ma sposato con Maria Maddalena. Gli autori presentano molte prove storiche per dimostrare la loro tesi, e sostengono che molte società segrete avrebbero custodito il segreto di questa linea di sangue attraverso i secoli, fino ai giorni nostri. Questi temi poi verranno ripresi da DAN BROWN nel libro il CODICE DA VINCI..

Sviluppo

La parola utilizzata per descrivere il Graal cambiò molte volte. In una versione fu sangreal. Tale parola è stata divisa in San Greal, ovvero "Santo Graal". Tuttavia, alcune teorie sostengono una differente divisione della parola: Sang Real, o "Sangue Regale". I sostenitori di questa tesi scrivono che Gesù Cristo ebbe uno o più bambini da Maria Maddalena. La dinastia che ne seguì, acquistò il nome di "Sangue Regale", e secondo alcuni continuerebbe tutt'oggi.
La teoria del Sangue Regale è stata presentata recentemente nel libro "Il Santo Graal - una catena di misteri lunga duemila anni". In questo saggio si sostiene che Gesù non sarebbe morto sulla croce, ma sposato con Maria Maddalena. Gli autori presentano molte prove storiche per dimostrare la loro tesi, e sostengono che molte società segrete avrebbero custodito il segreto di questa linea di sangue attraverso i secoli, fino ai giorni nostri.

Secondo la leggenda la parola Graal deriverebbe dal latino “gradalis” che significa piatto o coppa e sarebbe la coppa in cui Gesù nell’ultima cena trasformo il vino in sangue .Questo oggetto nella letteratura è immaginato in modo diverso come per Chrétien de Troyes in PERCEVAL non viene mai definito "sacro" e non ha niente a che vedere col Calice che avrebbe contenuto il sangue di Cristo e descrive solo le pietre preziose incastonate nell'oggetto d'oro. Mentre per Wolfram von Eschenbach, Il Graal è una misteriosa pietra bianca. Gli scrittori medievali spesso descrivono un forte legame tra il Graal e il corpo e il sangue di Gesù, dimostrando come fosse un simbolo dell'Eucarestia.
Esistono tre possibili approcci al "Graal". Un primo approccio considera il Graal come un oggetto dalle precise caratteristiche fisiche, nella maggioranza dei casi legato alla figura di Cristo. Il Graal venne identificato con il calice utilizzato da Gesù durante l'Ultima Cena; nello stesso si dice che fu raccolto il sangue versato durante la Crocifissione da Giuseppe d'Arimatea.

Conclusioni

Non c'è dubbio: il Graal è qualcosa di assolutamente elusivo. Ha preso e prenderà, nelle menti della gente sempre nuove forme. Nessuna teoria è in grado di spiegare tutti i dettagli del mistero del Graal. Ora, quando diciamo Graal, dobbiamo specificare a quale ci riferiamo. Ogni teoria ha i suoi meriti e i suoi problemi. Forse sono tutte vere in qualche modo. Forse cio verrebbe da chiederci a che cosa si riferisse Chrétien de Troyes nominando il "Graal". Sfortunatamente la domanda appare senza risposta, poiché il suo manoscritto è incompiuto. Credo sia impossibile pensare ad una possibile soluzione. I documenti del tempo sono ormai probabilmente introvabili. Qual'è stata la fonte di Chrétien? Molti scrittori sostengono di essersi ispirati ad una fonte per parlare del Graal. Ma nessuno ne ha mai mostrate. Perché? E' questo il mistero accomuna tutti i testi sul Graal.

C'è una gran confusione intorno alla parola Graal, apparsa per la prima volta nella letteratura alla fine del primo millennio dopo Cristo. La confusione non riguarda il suo significato, in quanto la parola graal stava ad indicare un piatto o un vassoio portato a tavola durante i pasti. Tuttavia, l'oggetto che prese il nome di Graal (o Grail) è stato identificato nel corso dei secoli in moltissimi oggetti diversi. La prima storia in cui la parola appare fu scritta da Chrétien de Troyes: "Le Conte del Graal". La sua storia si basa certamente su una fonte precedente, ma non si sa quale sia stata tale fonte né il significato che desse della parola Graal. Chrétien non concluse la storia, dunque ne nacquero fantasiose continuazioni e rivisitazioni. Ora il Graal rappresenta per gli studiosi molte cose diverse. Nessun significato sembra spiegare tutti gli elementi bizzarri legati alle storie del Graal. Per questo, il lettore non troverà certo una risposta definitiva. Né questo articolo comprende tutte le teorie, poiché alcune sono molto oscure.

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