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I francescani

L'ordine francescano fu fondato da Francesco d'Assisi (1181-1226). Figlio di un ricco mercante, dopo aver trascorso la gioventù nei divertimenti, Francesco si convertì e si spogliò di tutti i suoi beni per seguire una vita di povertà assoluta e di predicazione del Vangelo. Con il suo esempio di carità e penitenza cristiana, raccolse attorno a sé numerosi seguaci.
Si costituì così un movimento di religiosità popolare rivolto essenzialmente ai più poveri della società e agli emarginati. I francescani, infatti, si chiamavano anche frati minori in segno di umiltà, perché a quel tempo i "minori" erano i più poveri.
Nel 1210 Francesco si recò dal papa per ottenere l'approvazione per sé e i suoi seguaci a predicare: Innocenzo III autorizzò verbalmente i francescani a svolgere la loro attività. Nel 1223, infine, papa Onorio III approvò ufficialmente la regola dell'ordine francescano inserendolo quindi a pieno titolo nell'organizzazione della Chiesa.

Poco tempo dopo, Francesco, molto malato, si ritirò in solitudine e nel 1226 morì. Dopo soli due anni venne santificato da papa Gregorio IX.
I francescani intanto erano diventati sempre più numerosi e il loro esempio aveva coinvolto anche le donne. Nel 1212, infatti, attorno a Chiara d'Assisi si era costituito il gruppo femminile detto delle clarisse.
La radicale scelta della povertà voluta da Francesco era estremamente impegnativa ma anche molto innovativa rispetto alla stessa tradizione monastica: i grandi monasteri, infatti, spesso gestivano immense proprietà terriere non diversamente dalle signorie laiche. Non stupisce, dunque, che dopo la morte del fondatore nell'ordine francescano si confrontarono aspramente due tendenze:
- quella rigorista, che condannava qualsiasi cedimento rispetto all'ideale della povertà, sia a livello individuale che collettivo: i francescani dovevano vivere solo dei frutti del loro lavoro manuale o della mendicità;
- quella moderata, favorevole a un'interpretazione meno severa della Regola francescana e allo sviluppo anche di attività intellettuali all'interno dell'ordine.
Progressivamente, anche grazie all'appoggio del papato, si affermò la seconda tendenza: ai conventi fu così consentito di possedere beni e l'obbligo della povertà fu prescritto solo ai singoli frati. Molti rigoristi, però, non accettarono questa svolta: questi francescani, preso definiti spirituali (mentre i moderati erano detti conventuali), furono spesso influenzati dalle dottrine millenaristiche di Gioacchino da Fiore e talora diedero vita a tendenze che vennero perseguite come eretiche.

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