Genius 13137 punti

Forza dell'esercito

Un elemento fondamentale per l’affermazione dei Carolingi fu senza dubbio l’organizzazione dell’esercito. L’esercito franco era in parte un esercito di popolo, ossia era formato da tutti i Franchi abili al combattimento, ma la sua vera forza stava nei contingenti di cavalieri scelti, legati ai Carolingi da un rapporto di vassallaggio. L’arma che fece la forza dei Franchi fu dunque la cavalleria e fu appunto per garantire l’addestramento dei cavalieri e la possibilità di averli completamente dediti al mestiere delle armi che i sovrani franchi presero a distribuire terreni ai propri guerrieri.
La attrezzature indispensabili, infatti, costavano care: armi e corazze erano rare per la scarsità di metallo; i cavalli da combattimento spesso cadevano uccisi in battaglia; l’addestramento del guerriero, del resto, doveva essere continuo, in modo che egli potesse essere un professionista della guerra.

Un altro fattore che contribuì al successo dei Franchi fu il cristianesimo: l’estendersi del dominio franco era preceduto e, per così dire, preparato proprio dalla diffusione della religione cristiana. Tra tutti i popoli germanici, i Franchi erano stati gli unici a convertirsi immediatamente al cattolicesimo – mentre gli altri erano divenuti ugualmente cristiani, ma avevano aderito in un primo momento all’eresia ariana – e questo aveva fatto sì che tra il popolo e la monarchia franca si stabilisse ben presto dei legami molto stretti, che entrambe le parti seppero abilmente sfruttare a proprio vantaggio. Fu appunto lo speciale rapporto con il papa a consentire l’avvento e soprattutto la legittimazione della nuova dinastia pipinide sul trono dei Franchi: quando, infatti, nel 750, il figlio di Carlo Martello, Pipino “il Breve”, pose al pontefice la questione se dovesse essere re chi ne aveva il titolo o chi deteneva di fatto il potere, papa Zaccaria non ebbe dubbi e riconobbe Pipino come legittimo re dei Franchi. Nel 751 quindi, dopo aver deposto l’ultimo sovrano merovingio (Childerico III), Pipino si fece consacrare re a Parigi dal vescovo Bonifacio e tre anni dopo il rito della consacrazione fu ripetuto dal nuovo papa ( Stefano II) in persona, giunto appositamente da Roma. Questo atto conferì alla nuova dinastia un carattere sacro, poiché l’incoronazione da parte della Chiesa stata a indicare che il re derivava la sua autorità direttamente da Dio: ciò collocò la nuova dinastia in una posizione preminente sul piano del prestigio rispetto agli altri re dell’Europa contemporanea.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email