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Firenze nel XIII secolo


Le vicende storiche nella Firenze del XIII secolo rispecchiano l’evoluzione delle istituzioni comunali presenti ovunque e dimostrano come, in realtà, i fatti si intrecciassero nella più vasta lotta fra Impero e Papato.
Firenze si era costituita come comune durante l’ XI secolo e da allora cominciò ad espandersi nella regione circostante. All’inizio, il governo era di tipo aristocratico-consolare per evolversi verso un governo podestarile, anche perché il ceto mercantile si stava sviluppando. Nella seconda metà del XIII secolo, si alternarono governi di carattere popolare. La società presentava delle forti divisioni. Al “popolo grasso”, costituito da nobili di origine feudale e dai ricchi mercanti e banchieri, si contrapponeva il “popolo minuto”, di cui facevano parte i piccoli artigiani e i lavoratori delle botteghe. Anche dal punto di vista politico erano presenti delle divisioni per la presenza di due opposte fazioni: i Guelfi e i Ghibellini, il cui nome fu assunto, ufficialmente, nel 1215. I Guelfi erano filo-papali, mentre i Ghibellini erano filo-imperiali. Col tempo questa distinzione cominciò a mascherare la rivalità fra le famiglie nobiliari.
Inizialmente, a Firenze prevalsero i Ghibellini con a capo la famiglia degli Uberti. Tuttavia la loro supremazia fu effimera perché nel 1250 dopo la morte di Federico II, i Guelfi cacciarono dalla città i Ghibellini. Dieci anni dopo, nel 1260, nella battaglia di Montaperti, i Ghibellini ottennero la vittoria sui Guelfi, i cui capi furono mandati in esilio, potendo così riprendere il governo della città. Dopo alterne vicende, nel 1289, la battaglia di Campaldino in cui si affrontarono Firenze, per lo più guelfa, e Arezzo, per lo più ghibellina, vide la sconfitta definitiva di quest’ultima. La vittoria dei Guelfi non pose termine ai contrasti interni poiché, in seguito, i guelfi si divisero in guelfi di parte bianca e guelfi di parte nera. I primi erano più favorevoli all’Impero sostenendo l’idea che il Papa non si sarebbe dovuto intromettere negli affari civili, mentre i secondi si appoggiavano direttamente alla corte papale, incoraggiandone anche l’estensione in Toscana. Nel secolo successivo, come accadde nelle altre parti d’Italia, Firenze comincia ad inglobare i comuni più piccoli (Pistoia, Cortona, Arezzo)
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