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Federico I di Svevia
Dopo la conclusione del Concordato di Worms (1122), il ruolo e il peso dell’imperatore sembravano ridimensionati. Questa situazione sembrava essere confermata anche dalle lotte che coinvolsero due importanti case nobiliari tedesche, i Welfen di Baviera e gli Hohenstaufen di Svevia che si contendevano l’elezione al trono imperiale, senza riuscire ad avere la meglio l'una sull’altra.

Nel 1152, Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, fu eletto re di Germania e iniziò ad avere un ruolo importante anche in Italia. Nel 1154 Federico I scese in Italia con i suoi soldati, poiché era stato chiamato da alcune città comunali e dal papa Adriano IV.

Il 24 Aprile del 1155 a Pavia fu incoronato re d’Italia, poi successivamente scese a Roma per stroncare la ribellione antipapale alimentata da Arnaldo da Brescia, un religioso vicino a gruppi eretici: Arnaldo fu catturato e giustiziato nel 1155. Il 18 giungo 1155 Federico fu incoronato imperatore da papa Adriano IV.

Nell’estate del 1158 Federico I preparò un’altra spedizione in Italia; prima sconfisse la città di Brescia, poi assediò Milano e nel novembre 1158 convocò a Roncaglia una Dieta nel corso del quale emanò la Constitutio de regalibus (Costituzione delle prerogative regie), definendo con precisione quali fossero le "regalie" spettanti al sovrano: controllo delle vie di comunicazione, diritto di far cessare le guerre. Contemporaneamente egli emanò anche la Constitutio pacis (Costituzione relativa alla pace), con cui si riconosceva come unico responsabile e garante della pace e proibiva sia la costituzione di leghe tra città comunali, sia gli scontri tra privati.

Nel 1159 assediò e distrusse Crema. Nel 1167 emanò un atto politico con cui costituì in funzione anti-imperiale la Lega lombarda (questo atto ottenne anche il consenso del pontefice). Federico I sosteneva che la Lega potesse essere piegata solo con la forza. La battaglia decisiva tra le forze imperiali e quelle della Lega fu combattuta a Legnano nel 1176. Le truppe imperiali furono sconfitte. Federico I fu costretto a sottoscrivere un accordo col papa, rinunciando a intervenire negli affari dello Stato della Chiesa.

Inoltre nel 1183 si giunse alla pace di Costanza, con cui l’imperatore riconobbe l’autonomia delle città comunali italiane in cambio di una loro formale sottomissione al potere imperiale. Il tentativo di ricostruzione di un Impero che includesse anche l’Italia oltre alla Germania era fallito. Federico I non ebbe il tempo di elaborare nuove strategie e nel 1190 morì in Anatolia durante la terza crociata, mentre cercava di attraversare un fiume.

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