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Età moderna e residui medievali

Nella seconda metà del XV secolo, nonostante la rivoluzione spirituale portata dal Rinascimento italiano e i cambiamenti politici dovuti alla nascita dello stato moderno, i residui medioevali sono duri a morire, sia in campo politico che sociale o religioso. Innanzitutto, in ambito giuridico e sociale l’affermazione dello stato moderno non significò affatto la scomparsa del feudalesimo e delle sue istituzioni. Infatti, nelle campagne, feudatari laici ed ecclesiastici mantennero ancora i vecchi diritti di giurisdizione sui propri vassalli ed immunità di vario genere. Le disuguaglianze dei cittadini davanti alla legge continuò a costituire una realtà e in molti paesi europei non fu mai nemmeno tentata; inoltre per molti anni, la maggiore preoccupazione dei sovrani fu quella di mantenere la potenza feudale e del clero. L’arrivo del Rinascimento e della sua religiosità non arrivò a distruggere le istituzioni ecclesiastiche esistenti, anzi non poté nemmeno trasformare in modo significativo la spiritualità delle grandi masse popolari. Infatti, se da un lato, i dotti si dilettavano a parlare della storia romana e degli autori latini, nella campagna, gli abitanti restavano legati alle anche forme di devozione e alle grossolane superstizioni. Inoltre la mondanità dilagante del clero e della Chiesa in genere, non annullavano il fervore religioso che andava nella direzione tradizionale dell’ascetismo medioevale. Una riprova di questo ci è dato dall’entusiasmo suscitato da asceti come S. Francesco da Paola o San Bernardino da Siena, un grande predicatore dell’ordine francescano. Alcuni vescovi si collocarono all’interno di un movimento caratterizzato da grande zelo pastorale come S. Antonino Pierozzi, arcivescovo di Firenze o S. Lorenzo Giustiniani vescovo di Venezia Essi si poneva l’obiettivo di rendere più degna e morale la vita del clero per richiamarne i membri ad una più austera osservanza delle regole domenicane o agostiniane. Infatti, tenendo conto di tutti questi elementi si può capire il fenomeno della Riforma e della controriforma come superamento del Rinascimento e della civiltà ad esso connessa.
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