pexolo di pexolo
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Epoca neotecnica


Tutta la tecnica che si sviluppa nella Rivoluzione Industriale non è altro che la realizzazione in ferro di ciò che era stato realizzato nell’epoca neotecnica, cioè nell’epoca medievale: si tratta di tecniche di sfruttamento delle forze naturali piuttosto che di adattamento alla natura. Sul versante intellettuale, i più grandi innovatori sono gli ordini mendicanti, francescani e domenicani, che acquistano una importanza e diffusione crescente a livello europeo. Dal punto di vista politico, ciò che emerge è il rischio di scomparsa di una civiltà occidentale sotto la pressione degli eserciti unni di Gengis Khan: Ruggiero Bacone, nei suoi testi, affermava che l’avanzamento della tecnica era necessario per poter reggere all’avanzata degli Unni, che comporterà complessivamente 30 milioni di vittime. L’altra persona altrettanto influente in questo periodo è Innocenzo III, autore del De contemptu mundi, ovvero “sul disprezzo del mondo”, che costituisce il paradigma di un’epoca e della sua visione del mondo: in quest’opera egli paragona la condizione umana a quella dei vermi; nell’opera si afferma che l’uomo nasce nella miseria, tra l’urina e le feci, e che il suo destino è fatto di dolori e di affanni. Il mondo è visto come il regno della degradazione, della putredine, della corruzione: attraverso questa concezione egli si autogiustifica come papa e nel suo ruolo di ristabilire l’ordine; più si dice male di una cosa, più si legittima il potere su quella cosa: quest’opera aveva alle spalle una concezione del mondo di tipo gnostico, che vedeva la creazione di Dio come un atto di degenerazione, in cui il valore, lo spirito e la bellezza si degradavano fino ad arrivare alla materia, che era qualcosa di massimamente infimo. Abbracciando questa visione, la natura viene vista come la matrigna dell’uomo, che abbandona i suoi figli al loro destino, la carne umana viene svalutata in modo tale da far riemergere la dignità dell’uomo nello spirito; tale visione impedisce un godimento del mondo, un rapporto positivo con la natura e verrà negata da San Francesco, secondo cui le cose cantano la lode di Dio perché sono fatte bene, sono belle e funzionali.
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