Ominide 32 punti

Crisi del papato e dell’impero


Nel 300 papato e impero vanno incontro ad una decadenza.

Crisi dell’impero

Con la morte di Corradino si esaurisce la dinastia degli svevi, non ci sono eredi diretti E si va incontro a un vuoto di potere.
Il tutto procede fino al 1273 quando poi verrà eletto come imperatore dai feudatari tedeschi Rodolfo D’Asburgo (famiglia più importante dell'Europa fino alla prima guerra mondiale)
Rodolfo d'Asburgo si disinteressa dell'Italia a differenza dei suoi predecessori.
La situazione cambia dopo che viene eletto Arrigo VII nel 1309, viene dal Lussemburgo, Arrigo VII torna ad interessarsi dell’Italia, nel 1312 scende in Italia nel 1313 muore di malattia.
Ludovico il bavaro (suo successore) fallisce nel tentativo di occuparsi dell’Italia

1356: Carlo IV di Boemia Lussemburgo emana la bolla d'oro un documento ufficiale che introduce un cambiamento epocale per l’impero. Impone che l'elezione dell'imperatore avvenga tramite l'elezione in cui votano Quattro principi laici tedeschi E tre figure ecclesiastiche tedesche, loro diventeranno i sette elettori che definiscono la nomina dell’imperatore (prima eleggeva il papa)
Conseguenze: l’impero perde la sua sfumatura\ componente sacrale (che era stata la sua forza)

Crisi del papato

1294: elezione di Celestino V che prima di essere papa era un francescano, Pier Da Morrone E venne eletto papa per potere essere manovrato facilmente sia dalla Colonna (potente famiglia romana) E da Carlo d’angiò.
Celestino V non volendo tradire i suoi principi morali decide di optare per il gesto clamoroso dell'abdicazione aiutato da Benedetto Caetani (Bonifacio VIII).
Celestino V Mette in luce la crisi del papato perché per la prima volta abbiamo davanti un papa che abdica e viene manovrato

Bonifacio VIII viene eletto papa lo stesso anno in cui Celestino V abdica

Era un esperto di diritto canonico egli consente di scrivere una giustificazione, il perfetto diritto canonico, che garantiva la possibilità per il papà di applicare
È un papa teocratico: ritiene che il suo potere derivi direttamente da Dio. Il suo tentativo teocratico è anacronistico (fuori dal tempo non coerente con l’epoca) e velleitario (qualcosa di irrealizzabile)
Fu pontefice spregiudicato, non aveva una moralità, era un pontefice privo di spessore morale, uno statista a tutti gli effetti, E tenne Celestino V imprigionato per anni ad Alatri per controllarlo da vicino ed evitare ripensamenti
Bonifacio si scontra contro il re di Francia Filippo il bello (la Francia e il papato sono sempre stati in ottimi rapporti)

Filippo il bello decide di avere l'immunità fiscale del clero (il clero deve pagare le tasse)
Il Papa minaccia di scomunicare il re
1298: tra Filippo il bello e Bonifacio VIII viene siglato un accordo, definiscono una pacificazione ma l'accordo viene firmato da Benedetto Caetani e non come Bonifacio VIII, questo provvedimento va a ricadere sulla singola persona e non sulla carica.

Da questa situazione spinosa il Papa ne esce indebolito, Bonifacio VIII nel 300 proclama così il Giubileo: l'anno Santo, chiunque si fosse recato a Roma avrebbe ottenuto la cancellazione di tutti peccati.
Era un modo per rilanciare la cristianità e incamerare denaro.

La reazione di Filippo il bello

1301: Filippo il bello coglie un pretesto: arrestare il legato pontificio di Bonifacio VIII (Bernardo di Saisset) provocando furia nel Papa.
Filippo invoca gli Stati generali di Francia: un'assemblea dei rappresentanti dell'aristocrazia del clero e del popolo, quest'assemblea aveva un potere consueto (non decisionale) E stabilisce che il potere deriva direttamente da Dio senza la mediazione del papa.
Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email