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Rivolte contadine e cittadine

La pressione esercitata dai signori sui lavoratori condusse a ribellioni di carattere sporadico causate dalla rabbia accumulata ma che non ebbero una guida politica, essendo quindi facilmente reprimibili. Ne sono esempi la Jacquerie, in Francia nel 1358, dal soprannome Jacques Bonhomme del capo Guillaume Charles. Dopo saccheggi a castelli e residenze nobili, e l’assalto agli archivi, venne, infatti, sedata in fretta. In Inghilterra invece, nel Kent e nell’Essex, le rivolte furono favorite dalla diffusione della predicazione dei lollardi, preti di campagna che sostenevano l’uguaglianza sociale seguendo la dottrina religiosa di Wycliffe. Di fronte all’introduzione di una tassa su tutti i cittadini di età superiore ai 15 anni, all’aumento dei canoni e delle corveès, i contadini si ribellarono e nel 1381, guidati da John Ball, prete lollardo, diedero l’assalto a Londra e costrinsero il re Riccardo II, 14enne, a concedergli ciò che richiedevano: diminuzione dei canoni, abolizione della servitù e amnistia generale.
Ottenuto ciò essi tornarono nei loro territori, per cui fu facile per i nobili e per il re sconfessare quanto elargito e attuare la repressione dei ribelli. I movimenti dei contadini risultarono deboli perché attraversati da due gruppi con diverse finalità: i contadini agiati richiedevano la diminuzione di tasse e canoni, quelli poveri l’abolizione della servitù e la concessione di territori. Per quanto riguarda le rivolte contadine fu importante quella dei ciompi, a Firenze, nel 1378. Firenze era soggetta alla crisi perché fallite le due grandi famiglie bancarie dei Bardi e dei Peruzzi, le botteghe non potevano più essere finanziate. Inoltre diminuì la domanda, causando un maggiore sfruttamento degli operai che giunsero alla protesta. Le leggi però impedivano l’associazione dei lavoratori, per cui nel 1344 la prima rivolta fallì.
Nel 1378 a porre in primo piano la rivolta fu il progetto del gonfaloniere di giustizia, Silvestro de’ Medici, di appoggiarsi al popolo minuto per fare prevalere nella città di nuovo i ghibellini. La rivolta capeggiata da Michele di Lando fu appoggiata dalle Arti minori, che speravano in un ridimensionamento del potere della Arti maggiori, avendo così successo. Nacque così la nuova Associazione delle Arti del popolo minuto o di Dio che riuscirono a ottenere potere e Michele di Lando fu eletto gonfaloniere. Le Arti maggiori risposero però con una serrata e tolsero il lavoro agli operai, causando quindi una crisi di cui risentirono le Arti minori che perciò decisero di non avere più l'appoggio alle Arti del popolo di Dio. Negli scontri che seguirono quest’ultime furono sconfitte e si ritornò alla precedente situazione. Nel 1381/82 vi fu la definitiva eliminazione di queste arti. Le rivolte fallirono perché non riuscirono a creare una politica vantaggiosa per tutta la città, i Ciompi rivendicarono le proprie esigenze e non espansero il movimento.

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