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1300: crisi, scismi e rivolte sociali


Il 1300 è un secolo di trasformazioni dovute a diversi fattori che mutano radicalmente la storia europea proiettandola verso la cosiddetta modernità. Come in tutte le trasformazioni si determinano una serie di lacerazioni, fratture e rivolgimenti che coinvolgono le diverse sfere dell’umano agire. La sfera religiosa e quindi culturale che aveva caratterizzato la storia dell’Europa cristiana sino alle Crociate e alle conversioni nei luoghi più inaccessibili dell’Europa, subisce un netto mutamento e vacilla come le due grandi istituzioni che sino a quel momento avevano ordinato il mondo-universo: la Chiesa e l’Impero, Sacro Romano, la cui guida investita del titolo dal Papato stesso, secondo quanto concordato a Worms nel 1122, rappresentava il braccio armato e secolare, dispensatore di titoli e onorificenze per il servizio di vassallaggio prestato in nome e a difesa della Fede.
Il XIV sec. si apre con il Giubileo proclamato da Bonifacio VIII e si chiude con un Scisma nell’ambito della stessa Chiesa cattolica europea, che mette in evidenza quanto profonda sia la crisi di valori che investe la Chiesa stessa e il Papato, ancora in bilico tra la sua funzione pregnante di guida spirituale e di sovranità politica.
L’urbanesimo, i commerci marittimi, le trasformazioni climatiche, il valore crescente del denaro nelle attività di scambio mercantile e lavorative, epidemie come la peste e le crisi agricole contribuiscono a destabilizzare non poco i pensieri e i bisogni materiali delle fasce di popolazione più deboli, sia urbane, che rurali. La povertà si diffonde e comincia ad essere emarginata, esclusa, ritenuta non degna di rispetto e di riconoscimento sociale e non trova nella Chiesa ufficiale, nei Vescovi e nei Papi dei punti saldi a cui chiedere asilo o una speranza di riscatto. La protesta sociale che ha origine nelle campagne francesi e si estende nelle città delle Fiandre, a Londra , a Firenze nel Regno di Napoli e di Sicilia troverà un modello di riscatto, un’idea di giustizia e di libertà nelle vicende dei movimenti religiosi cosiddetti ereticali che a partire dalla parabola francescana metteranno al centro dell’attenzione e delle preoccupazione delle Corti e dei Sovrani europei il problema della povertà. S’intrecceranno spesso, in questi anni, la ribellione sociale spinta dalla miseria e dalla fame, con le idee religiose, non ortodosse, dei movimenti detti millenaristi, che basandosi su un’interpretazione non ufficiale e apocrifa dell’Apocalisse di S.Giovanni ritenevano imminente la fine dei tempi oscuri di cui la corruzione e l’avidità della Chiesa e del Papa erano la netta manifestazione, e auspicavano l’arrivo di una nuova era spirituale fatta di giustizia, felicità e libertà per tutti, soprattutto per coloro che fino a quel momento avevano subito le angherie del Clero, dei Prelati e della Nobiltà: i poveri diseredati delle città che vivevano di elemosina e carità o i poveri artigiani e contadini vessati dalle tasse, dalle corvé e dai soprusi dei signori feudali e vescovili. Questi movimenti, repressi duramente con la forza e con la violenza dalle truppe mercenarie, su mandato dei magistrati del tribunale speciale, messo su per reprimere qualsiasi idea eterodossa, l’Inquisizione, annunciavano ciò che investirà la Chiesa di Roma qualche secolo dopo. Il monaco agostiniano Martin Lutero, negli anni ’20 del 1500, riuscirà a mobilitare contro Roma e il Papato, non i pochi contadini ribelli delle epoche passate, ma l’intero corpo sociale della Germania, che troverà nei principi tedeschi il suo braccio armato e un nuovo spirito di identificazione nazionale e che farà dell’elemento religioso uno strumento di distinzione politica nei confronti della Chiesa di Roma, ma anche dell’Impero o di qualsiasi altro territorio, stato o nazione fedeli al cattolicesimo romano. La formazione delle chiese nazionali e delle nuove strutture statali assolutistiche, le monarchie, sono il frutto concreto della cosiddetta crisi del trecento ed evidenziano quanto essa sia stata determinante nell’orientare e spingere la storia verso quello che viene definito modernità.
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