Video appunto: Crisi del 1300 - Cause ed effetti

Crisi del 1300



Intorno all'anno 1000 in Europa vi furono nuove invenzioni agricole (come ad esempio l'aratro) e la popolazione era aumentata in quanto anche le condizioni di vita erano migliorate. A causa della crescita demografica si cominciarono a utilizzare le terre marginali (nonostante esse fossero scadenti) per praticare l'agricoltura.
Nonostante ciò si creò uno squilibrio tra la popolazione e la disponibilità di cibo in quanto la resa agricola era diminuita (anche a causa del clima che diventa freddo e piovoso) e la popolazione aumentata. Per tale ragione compare la carestia, molte persone muoiono di fame, diminuisce la mano d'opera e le terre non vengono più coltivate. I villaggi venivano abbandonati e si comincia ad avere un decremento demografico anche a causa delle malattie che si diffusero anche a causa dell'indebolimento fisico delle persone. La malattia più ricorrente era il colera, all'epoca la medicina era scarsa e le condizioni igieniche erano pessime. Un altro fattore che andrà a complicare ulteriormente la situazione fu la diffusione della peste. Solo nel 1894 si capirà che la peste era dovuta alle pulci che infettano i topi succhiandogli il sangue e questi ultimi infettano le persone (avendo all'epoca scarse condizioni igieniche e per questo nelle case avevano i topi). La peste viene chiamata bubbonica perché le ghiandole del corpo che si infiammavano si gonfiavano come dei bubboni. La peste poteva anche essere una malattia polmonare trasmessa attraverso la saliva ed era una malattia mortale da cui pochi si salvavano. La peste pira ad una pazzia collettiva e anche se in una famiglia uno solo di ammalava, veniva abbandonato. Dato che all'epoca non riuscivano a spiegarsi l'origine della peste, si decise di utilizzare come capro espiatorio gli ebrei, considerati responsabili di questo castigo mandato da Dio e quindi si iniziò una persecauzione verso di essi. Il numero più elevato dei morti era tra i poveri. La durata media di vita era di 35 anni per i ricchi e 23 anni per i poveri e per tale ragione si dice che la peste sia una malattia classista.

Effetti della crisi



Gli effetti della peste furono devastanti:
1) vi fu un forte decremento demografico
2) vi fu una diminuzione del prezzo dei cereali
3) il prezzo della mano d'opera è più alto
4) diminuiscono i censi
5) i ricchi vengono danneggiati all'inizio, ma non accettano la situazione e dunque iniziano a sfruttare i contadini pagandoli di meno e aumentando i canoni di affitto.
Ad un certo punto si iniziano a riconvertire le aziende e si ha il passaggio dalla coltivazione dei cereali all'allevamento del bestiame che ha un costo più elevato e si necessitava di meno mano d'opera. Allora i contadini vanno a raccogliere ciò di cui necessitavano nelle terre comuni, ma i ricchi, che vogliono arricchirsi nuovamente, le recintano. I contadini vengono cacciati e allora si ribellano. Dunque scoppiano delle rivolte in Europa perché i contadini non ce la facevano più. I paesi coinvolti in queste rivolte erano Francia e Inghilterra. In Francia queste rivolte vengono chiamate Jacquerie e i contadini iniziano a saccheggiare le case dei ricchi, a incendiare i castelli e chiedevano di non essere sfruttati dai signori; ma i nobili si uniscono e reprimono nel sangue le rivolte dei contadini. In Inghilterra succede la medesima cosa, però i contadini erano divisi, in quanto alcuni chiedevano l'abbassamento dei prezzi dei canoni di affitto, altri chiedevano di poter riutilizzare le terre comuni. Però i nobili invece di assecondare le loro richieste, imposero altre tasse, come ad esempio la tassa sulla vita che doveva essere pagata da tutti. Queste furono le cause che determinarono anche lo scoppio delle rivolte in Inghilterra. Queste rivolte non coinvolsero esclusivamente il settore agricolo, ma anche quello commerciale e artigianale, in quanto l'Inghilterra riforniva di lana tutta l'Europa. Ad un certo punto non mandano più rifornimenti e questo crea faide tra lavoratori e datori di lavoro in quanto questi ultimi abbassavano i salari. La rivolta più famosa la si ha a Firenze, la città più produttiva di tessuti di lana del periodo. A Firenze c'erano diverse arti o corporazioni, che si dividevano in ARTI MAGGIORI (composta da coloro che possedevano l'industria) e le Arti minori (composta da coloro che lavoravano nelle industrie). Essere iscritto a un'arte era importantissimo perché chi non lo era non poteva partecipare alla vita politica della città. Il livello più basso nell'industria era ricoperto dai Ciompi, cioè dei lavoratori che sgrassavano la lana e non facevano parte delle arti. Con la crisi del '300 la loro situazione peggiora per cui, con l'appoggio delle arti minori, si ribellano e nasce la loro arte e aumentano i loro salari, iniziano anche a partecipare alla vita politica. Questa situazione però non piace ai ricchi, che proclamano la serrata, chiudendo le botteghe e danneggiando coloro che fanno parte delle arti minori; allora queste ultime tolgono il loro appoggio ai CIOMPI e quindi la loro classe si scioglie e tornano alla loro condizione iniziale. Queste tensioni spingono gli imprenditori ad aumentare i salari per evitare delle nuove rivolte ma in cambio volevano un'intensificazione della produttività. Per cui perla prima volta viene regolamentato il tempo di lavoro, mettendo nelle botteghe artigianali una campana che regolava l'orario di tutti i lavoratori. Questo determinò una produttività maggiore.