I comuni in Italia

Mentre nel resto d'Europa il potere dei comuni rimase generalmente entro l'area cittadina, in Italia i comuni riuscivano a espandere il loro controllo anche sul contado. Nell'area padana si impose il Comune di Milano che sfruttò la debolezza imperiale per affermare il suo predominio sull'intero territorio della diocesi, giungendo a minacciare l'autonomia di altre città come Pavia, Como e Lodi. Nel 1153 il re Federico I Barbarossa convocò una dieta nella città di Costanza in cui riaffermò l'autorità dell'impero sui feudatari tedeschi. In quella sede egli ascoltò anche le proteste delle città che mal tolleravano la prepotenza di Milano e invocavano l'intervento dell'imperatore.
Nel 1155 Federico I venne eletto imperatore. Tre anni dopo, nella dieta di Roncaglia, egli riaffermò i suoi diritti su tutte le città che si erano sottratte all'autorità imperiale. Milano si ribellò, ma venne assediata dalle truppe imperiali e dalle città nemiche, costretta alla resa e distrutta. Nel 1167 una trentina di comuni dell'Italia settentrionale si coalizzarono nella lega lombarda, che sconfisse Federico I nella battaglia di Legnano. Nella Pace di Costanza i comuni, pur sottomettendosi formalmente all'imperatore, riacquistavano tutti quei diritti che erano stati loro revocati.

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