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Basso Medioevo - Vita degli studenti universitari

Le università erano una sorta di corporazione del settore dell'istruzione, che raggruppava studenti e intellettuali uniti da comuni interessi culturali. L'università divenne una delle più importanti istituzioni medievali e fu un fenomeno tipicamente urbano, frutto del nuovo dinamismo economico e della vivacità intellettuale.
I giovani studenti giungevano nei centri universitari da tutta Europa e non sempre erano graditi ai benpensanti del tempo perché mettevano in crisi la cultura tradizionale e anche la tranquillità urbana. A Bologna, gli studenti accorrevano non per amore disinteressato del sapere, ma per apprendere le "scienze lucrative" del diritto e della medicina. In particolare si riteneva che lo studio del diritto assicurasse una ricchezza futura in quanto "chi conosce il diritto può suscitare le liti e guadagnare, e poi comporre le liti e guadagnare, e poi rinfocolare le liti e guadagnare ancora".

Ma prima di poter guadagnare bisognava spendere: era altissimo il costo del mantenimento e degli studi che si protraevano per anni, in città lontane dalla propria residenza. Per l'alloggio degli studenti esistevano diverse possibilità: c'erano le pensioni annesse a edifici religiosi o più frequentemente condotte da albergatores di professione; in alternativa si poteva optare per la pensione presso la casa del professore; si poteva infine scegliere la camera singola o doppia da dividere con un altro studente. Per evitare speculazioni sugli affitti, gli studenti riuscirono a ottenere dalle autorità comunali una specie di "equo canone".
La vita dello studente medievale, oltre alla frequenza delle lezioni e allo studio, era rivolta anche ai divertimenti più o meno leciti. Epicentro di tutti gli svaghi era la taverna, luogo dove si poteva mangiare e bere in compagnia, chiacchierare, cantare, giocare ai dadi o ad altri giochi d'azzardo, praticati anche nelle biscazzierie (luoghi dove il gioco d'azzardo era ammesso dalle autorità). Gli studenti poi si lasciavano spesso coinvolgere in risse, tafferugli, violenze suscitando la comprensibile reazione della popolazione. Così avvenne a Oxford - dove si arrivò alla chiusura dello Studio per cinque anni - nel 1209; a Parigi nel 1229 e a Bologna nel 1321.

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