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Anno Mille - La «mutazione feudale»


Dal punto di vista politico, l’anno Mille coincide con l’affermazione della signoria territoriale, o di banno, come forma di controllo politico esercitata dai grandi proprietari sulle proprie fortificazioni e più in generale sui propri possedimenti. Secondo Guy Bois l’anno Mille coincide con il passaggio da un’economia antica, fondata sul lavoro degli schiavi e caratterizzata dalla presenza dello stato nei processi economici, all’economia signorile. Secondo Barthélemy, invece, questo apparente mutamento sia invece riconsiderabile in un’ottica di continuità dall’età carolingia, in cui muta soltanto lo stile nella redazione dei documenti. Quest’ultima tesi è parsa estrema, ma ha comunque il merito di considerare l’influenza delle strutture politiche carolingie nei secoli successivi alla fine dell’impero, che secondo la maggior parte degli storici vissero comunque una «mutazione feudale».

Fra politica ed economia

L’anno Mille come sintomo: Lo sviluppo economico della signoria locale giocò un ruolo fondamentale ai livelli politici più alti, a seconda che i governanti sapessero sfruttarlo o meno. Infatti, laddove lo stato impiantato dai Carolingi aveva coinvolto le aristocrazie nella gestione del potere (pianura padana), furono esse stesse a promuovere la crescita economica, mentre laddove il conte carolingio aveva tenuto lontane dal potere le élites locali (Catalogna) esse, grazie al loro sviluppo economico, riuscirono ad eliminarlo.
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