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La Stampa


Fino al XV secolo, poter consultare un manoscritto antico non era semplice. A volte bisognava aspettare anche degli anni prima di trovare un monastero disposto a prestarlo per un po’ di tempo. L’acquisto, come si fa oggi per i libri, era praticamente impossibile perché la pergamena di cui erano fatti i fogli era molto cara e a questo andava aggiunto il costo della copiatura. Inoltre chi voleva scrivere un libro, quasi mai aveva abbastanza denaro per farne alcune copie. Lo scrittore si limitava a spostarsi da una corte all’altra per leggerne alcune pagine, sperando che il principe-mecenate fosse interessato e ordinasse ai suoi amanuensi di farne alcune copie.
Si può quindi dire che la cultura non era diffusa in modo democratico, cioè non era destinata a tutti: era riservata soltanto ai ricchi.
Nel 1455, Johann Gutenberg, un artigiano tedesco, inventa la stampa e grazie a lui la diffusione della cultura fa un grandissimo passo in avanti. Pensa di applicare un sistema molto semplice: i caratteri mobili che già utilizzava quando stampava le monete. In pratica il sistema funzionava così: in una cassettina di legno lunga e stretta inseriva dei cubetti di piombo e su ogni cubetto di piombo era incisa, al contrario, una lettera dell’alfabeto. Tante cassettine e quindi tante lettere incise, messe una accanto all’altra formavano una riga e tante righe formavano una pagina. Quindi passava dell’inchiostro, poneva sopra i caratteri un foglio e passava il tutto al torchio. È in questo modo che Gutenberg riuscì a stampare la prima pagina della Bibbia.
Un’altra invenzione importante per quei tempi è la carta che piano piano sostituì la pergamena dei manoscritti, contribuendo a ridurre i costi della stampa.
Per fabbricare la carta si utilizzavano gli stracci di cotone e più tardi il legno. Gli inventori della carta furono i cinesi e anche gli arabi avevano imparato a fabbricarla. La carta arrivò in Europa nel 1300, ma non fu accettata subito. All’inizio, la Chiesa condannò la carta e affermava che essa era opera del diavolo, dato che prendeva il fuoco con facilità. Invece i commercianti l’ adoperavano volentieri perché era il suo utilizzo era più comodo soprattutto per prendere appunti per poi ricopiarli sui grandi libri in pergamena. Gutenberg stampò la Bibbia su carta e la mise in vendita alla fiera di Francoforte.
L’invenzione della carta e della stampa ebbero degli effetti rivoluzionari nella trasmissione della cultura e tale mutamento rispondeva al bisogno di diffusione della cultura caratteristico dell’Umanesimo e del Rinascimento. L’arte della stampa sui diffuse molto rapidamente nelle principali città europee come Parigi, Roma e Venezia dove vennero aperte le prime botteghe di tipografi: a Venezia era molto famosa quella dell’umanista Aldo Manunzio che lavorava in stretto rapporto con l’università.
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