Sparta - Gioventù educata dallo stato

Per l’addestramento dei giovani vi erano degli adulti incaricati. I ragazzi venivano divisi in squadre, comandate da quello tra loro che si distingueva per forza e abilità. Le squadre si esercitavano in marce, corse, esercizi ginnici: i migliori erano premiati con corone di alloro, i peggiori puniti con frustate.
La notte i giovani Spartani dormivano in comune, in camerate fredde e scure, con una sola coperta d’inverno; di mattina i giovani venivano svegliai all’alba e cominciavano l’addestramento, con marce combattimenti e rudimenti di insegnamenti culturali (lettura, scrittura e aritmetica). Non erano concesse vacanze ai giovani Spartani durante l’addestramento.
A 17 anni il giovane spartano otteneva il diritto di indossare la veste rossa (segno del suo ingresso fra gli adulti), riceveva le armi ed entrava in caserma. Lasciava la caserma solo nel pomeriggio, per recarsi a casa sua. All’alba tornava in caserma. Non poteva uscire dalla «polis» senza il permesso dei re. Se si distingueva per intelligenza, audacia, astuzia, diveniva un capo militare e, una volta lasciato l’esercito (a 60 anni), poteva entrare nella «gerusia». Il soldato di Sparta era armato di corazza, scudo, lancia, elmo, spada; il nerbo dell’esercito era costituito dagli «opliti» (fanteria pesante).

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