Secondo Impero in Francia - Napoleone III


Il fallimento della spedizione di Sapri dimostrò che le tesi del Cavour erano giuste. Occorreva preparare la guerra all'Austria con una accurata e attenta azione diplomatica, occorreva trovare una potenza che avesse interesse alla liberazione italiana. Questa potenza fu la Francia.
Nel 1851 il presidente della repubblica Luigi Napoleone Bonaparte aveva dato vita a un colpo di stato col quale si preparò l’ascesa al trono che era stato di suo zio. Nel 1852, infatti, venne proclamato imperatore dei Francesi, col nome di Napoleone III (il figlio di Napoleone I, il re di Roma, era morto giovane).
Ciò fu possibile poiché la borghesia finanziaria e industriale (cioè i banchieri e i produttori) aveva bisogno di ordine e disciplina all'interno, per svilupparsi meglio e sviluppare una vasta politica di espansione coloniale e commerciale, in concorrenza soprattutto con l'Inghilterra.
Napoleone III appoggiò queste rivendicazioni. Sotto il suo governo si ebbero la creazione di grandi società finanziarie (per il commercio e il prestito di capitali), grandi opere pubbliche atte a facilitare gli scambi commerciali e la produzione (ferrovie, canali nel 1859 venne iniziata la costruzione del canale di Suez).
In politica estera Napoleone III, per fare gli interessi francesi, vedeva di buon occhio l'indebolimento dell'Austria e della Prussia (pericolose confinanti della Francia in Europa centrale) e l'indebolimento economico dell'Inghilterra. Aiutando l'Italia a diventare stato nazionale si sarebbero raggiunti (dal punto di vista francese) diversi obiettivi (indebolire l'Austria, favorire l‘influsso economico e politico francese, anziché inglese, correvano buoni rapporti tra Piemonte e Inghilterra, sulla nuova nazione italiana).
Questo progetto presentava solo una difficoltà: fare lo stato nazionale italiano significava anche far cadere lo stato pontificio, il che aveva preoccupato già Napoleone quando era ancora presidente della repubblica e temeva dì perdere l’appoggio dei cattolici di Francia. Ma ora era imperatore, quindi il suo potere poggiava su basì più salde di prima; inoltre Napoleone confidava di poter convincere gli Italiani a trovare un accordo onorevole con il papato.

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