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La seconda rivoluzione industriale - Effetti socio-economici

Per Seconda rivoluzione industriale si intende il processo storico di trasformazione e modernizzazione delle società tradizionali sotto la spinta dell’industrializzazione. Il segno distintivo di questa rivoluzione è stato l’aumento della produzione pro-capite, reso possibile dall’introduzione delle macchine e dall’organizzazione del lavoro in fabbrica. Sul piano sociale si ha la trasformazione delle società agrarie in moderne società urbane-industriali. La rivoluzione industriale si sviluppa in Inghilterra perché questa possedeva ricche miniere di carbone e di ferro, vie d’acqua facilmente navigabili e si trovava al crocevia del commercio internazionale. L’ampia circolazione di nuove conoscenze soprattutto in campo scientifico, stimolavano lo spirito degli inglesi. Nello sfruttamento delle terre la rivoluzione ebbe effetti incredibili perché aumentò la produzione agricola e introdusse miglioramenti portati dallo sviluppo tecnologico. Gli agricoltori furono invogliati a sperimentare nuove forme di coltivazione che contribuirono ad aumentare la produttività. Lo stimolo verso queste innovazioni derivò dall’accresciuta domanda degli alimenti dovuto all’aumento demografico. Il sistema artigianale della manifattura lasciò il passo, verso la fine del XVIII secolo, alla meccanizzazione e alla fabbrica.

L’industria tessile fu la prima ad essere meccanizzata. Decisive furono le invenzioni della navetta volante di John Kay, del telaio idraulico di R. Arkwright, del telaio meccanico di Edmund Cartwright e del filatoio meccanico di S. Crampton. Le prime industrie sfruttarono la forza motrice dell’acqua, fin quando James Watt riuscì a migliorare la macchina a vapore di Newcomen (1769); da quel momento fu possibile introdurre in fabbrica la macchina a vapore. Altre industrie, come quella chimica, mineraria e meccanica conobbero un rapido sviluppo. L’accumulazione di capitale con l’agricoltura il commercio aveva portato al risparmio e la nascita di banche e assicurazioni facilitò il sorgere di un’economia di mercato. Per rispondere alla domanda, il mercato aveva bisogno di disporre di un’adeguata rete di trasporti: nel XVIII secolo le strade inglesi furono migliorate. Si costruì una rete di canali che consentirono alle materie prime di giungere in fabbrica in modo rapido e poco costoso e ai prodotti finiti di rifornire un mercato più ampio. Dal 1830 lo sviluppo della locomotiva a vapore segnò l’evento dell’era ferroviaria e l’ampliamento della rete di trasporti. Dopo l’ Inghilterra la prima città a conoscere l’industrializzazione fu il Belgio, ricco di ferro e di carbone, dieci anni dopo la Francia. La Prussia dopo il 1840 e la Germania intorno al 1871. In Italia l’industrializzazione conobbe un prolungato e significativo progresso fino al 1896. Fra gli effetti immediati vi fu la differenza tra il nord industrializzato e il sud agricolo.

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