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I Sacri Monti


Il concilio di Trento si proponeva di rilanciare la fede e la devozione popolare e incoraggiò lo sviluppo dell’arte sacra che serviva, oltre a rendere lode a Dio attraverso la bellezza, a far conoscere la storia religiosa al popolo che non sapendo né leggere né scrivere poteva conoscere da vicino le vicende della storia sacra solo con le immagini. Questo fece in modo che si sviluppò molto l’arte all’interno delle chiese, ma nacquero anche delle creazioni originali e interessanti, che sono appunto i sacri Monti.
Si tratta di colline o veri e propri monti sui quali sono situate delle cappelle disposte lungo un percorso che il visitatore deve compiere a piedi come fosse un pellegrinaggio. All’interno delle cappelle sono riprodotte attraverso dipinti o statue spesso a grandezza naturale scene sacre riguardanti l’Antico testamento, la vita di Cristo, della Madonna o di santi. Il percorso favorisce in chi lo compie la preghiera e la meditazione tramite l’immedesimazione nelle vicende che vede rappresentate. Gran parte dei Sacri Monti si trovano in Piemonte e Lombardia e il loro sviluppo risale agli anni successivi al Concilio di Trento. Mentre nell’arte barocca fiorita anch’essa negli anni post conciliari prevale la raffinatezza e la spettacolarità delle forme, nei Sacri monti l’arte è fatta di forme semplici che richiamano l’arte popolare. I personaggi hanno espressioni e atteggiamenti realistici, indossano gli stessi abiti indossati dai contadini e dalla gente del popolo, proprio perché ciò avvicina di più la scena sacra alla quotidianità delle persone e favorisce un maggior coinvolgimento da parte dei fedeli e una facile immedesimazione.
Il più famoso dei Sacri monti è quello di Varallo Sesia, allestito da un’idea del frate francescano Bernardino Caimi, che aveva fatto un viaggio in terra santa ed era rimasto molto colpito dall’aver visto i luoghi in cui era vissuto Gesù, e voleva fare in modo che anche chi non poteva andare di persona in terra santa potesse sperimentare la sua stessa esperienza. Pensò quindi di fare realizzare delle cappelle che raffigurassero la vita di Gesù riproducendo fedelmente i luoghi e gli edifici di Gerusalemme e di Betlemme che egli aveva visitato. Fu Gaudenzio Ferrari che realizzò le scene con sculture a grandezza naturale e affreschi.
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