Roma - Il Principato

Il periodo di Governo di Ottaviano viene detto «principato» poiché Ottaviano, oltre alla carica di console (che si faceva dare ogni anno) ebbe la carica di «princeps» del senato, cioè di «primo senatore», e questa carica gli dava il diritto di controllare e scegliere gli elementi che sarebbero diventati senatori.
In tal modo il senato era una creatura di Ottaviano. Fu questo senato che, nel 27 a.C., decise di tributare ad Ottaviano il titolo di «Augusto»; più tardi venne chiamato augusto anche il mese “sextilis” in cui Ottaviano aveva vinto ad Azio (da ciò il nostro agosto).
Augusto, si fece assegnare, in qualità di console, le province della Siria, della Gallia, della Spagna, che praticamente governò a vita, traendone danaro a non finire, inoltre egli amministrava come proprietà privata l’Egitto. I proventi di queste ricche province (che son dette imperiali, in quanto dirette da Augusto, mentre Ie altre, dirette dal senato, venivano dette senatorie) andavano alla cassa privata di Augusto, che si chiamava «fiscus».
Augusto si preoccupò anche di tenere a portata di mano una milizia fidata e sicura, non dimenticando che la base dell’impero era stata la forza militare. Creò così nove coorti pretoriane di 1000 uomini ciascuna, formate da soldati scelti, pagati direttamente dalla sua cassa privata e molto meglio degli altri soldati romani (20.000 sesterzi l’anno, mentre la paga regolare era di 16.000). I pretoriani divennero la guardia del corpo di Augusto.
In breve tempo Augusto riuscì ad eliminare ogni altro potere che non fosse il suo: il senato venne ridotto ad un’assemblea di scarsa importanza, il cui unico compito era quello di amministrare le province che non amministrava direttamente l’imperatore; i partiti vennero sciolti, i funzionari e gli amministratori erano scelti direttamente da Augusto e da lui dipendevano.

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