Roma – Nuove religioni

La vita tumultuosa e sfrenata che ormai si conduceva in Roma ebbe conseguenze anche sulla religiosità dei Romani.
Si diffuse disinteresse per la religione degli avi ed in molte persone si ebbe una profonda crisi religiosa: se non era più possibile credere agli Dei semplici e rozzi di un mondo ormai superato, quale nuova religione avrebbe potuto sostituire la vecchia?
In Roma erano molti i Greci, gli Orientali: cominciarono a diffondersi religioni straniere, riti egiziani, persiani, greci.
Sorsero templi in onore di Iside (divinità egiziana), di Demetra, Cibele (divinità dell’Asia Minore accettate anche dai Greci).
Altre persone sentirono, invece, l’esigenza di una religione più spirituale, che guidasse gli uomini al bene, distogliendoli dalla vita eccessivamente materiale che ormai per la maggior parte conducevano. Come succede sempre in epoche di benessere dilagante, si avverte, da parte dei migliori, un’esigenza di spiritualità. In verità allora non esisteva nulla che potesse sopperire ad un simile bisogno: alcuni si rivolsero alla filosofia stoica (una corrente filosofica greca che sottolineava la necessità, per l’uomo, di vivere secondo principi morali), altri si dettero a misteriosi riti orientali, altri rimasero in attesa di qualcosa che, forse, sarebbe venuta un giorno ad aiutare e illuminare le coscienze.

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