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La popolazione del Neolitico


Quanti erano gli abitanti della Terra alla fine del Neolitico? A questa domanda risponde una scienza molto particolare, che viene chiamata demografia storica.
La demografia (dal greco démos =“popolo”e grafo = “scrivo”) è un ramo della statistica che si occupa della quantità di popolazione: ci dice cioè se e in quale misura una popolazione aumenta o diminuisce, come è composta e come si suddivide per sesso e fasce di età, quanto a lungo vive, quali sono le tendenze per il futuro ecc. Si dice incremento demografico la crescita del numero degli abitanti, che va sempre riferita a un preciso territorio e a un preciso intervallo di tempo (per esempio: la popolazione italiana nell’anno 1950, la popolazione degli Stati Uniti nel decennio 1891-1900), Il contrario dell’incremento è il decremento demografico o calo della popolazione.
La demografia storica studia l’andamento quantitativo della popolazione delle civiltà del passato, e in particolare dei tempi in cui le moderne statistiche non esistevano. Usando fonti di vario tipo (scritte: per esempio, i registri delle parrocchie o quelli delle tasse; non scritte: per esempio, i resti delle sepolture o le fondamenta delle abitazioni ritrovati dagli archeologi) gli studiosi di questa disciplina riescono a stimare (cioè a valutare in modo solo approssimativo, non a contare con precisione) i dati quantitativi riguardanti le popolazioni più antiche delle quali siamo a conoscenza.
Per esempio, è stato calcolato che intorno al 4000 a.C. in tutto il mondo vivevano circa 14 milioni di persone. Naturalmente si tratta di un calcolo approssimativo e provvisorio, eseguito dagli studiosi in base agli indizi rilevati in tutti gli insediamenti umani scoperti fino a oggi. Nuove scoperte potrebbero domani cambiare profondamente questi dati. Gli insediamenti scoperti sono soprattutto concentrati nell’attuale Iraq (l’antica Mesopotamia), nell’Iran, sulla costa della Siria e della Palestina, nella penisola dell’Anatolia (l’odierna Turchia), in Egitto (lungo il corso del Nilo), in India (nella valle del fiume Indo), in Cina orientale (lungo il fiume Giallo), nell’Europa centro-orientale (con addensamenti minori e insediamenti meno importanti, ma sempre vicino ai maggiori corsi d’acqua).
In Europa alcune aree erano pochissimo abitate: l’Inghilterra da circa 200.000 persone, l’Italia e la Spagna forse da 400.000. Più popolata probabilmente era l’Europa centrale, lungo il corso dei fiumi Danubio e Reno. L’intero continente americano, invece, non doveva avere più di un milione e mezzo di abitanti.
I demografi hanno anche calcolato la crescita della popolazione mondiale dall’8000 a.C. fino ai nostri giorni. Secondo le loro stime, al momento della nascita di Cristo il mondo intero contava da 160 a 180 milioni di abitanti. Nei successivi 18 secoli, fino alla fine del Settecento, la popolazione mondiale crebbe relativamente poco, arrivando a sfiorare il miliardo. Dall’inizio dell’Ottocento, invece, è cresciuta moltissimo, fino a raggiungere i sei miliardi alla fine del 1999.
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