Concetti Chiave
- Costantino emerse come imperatore dopo aver sconfitto Massenzio nel 312 d.C. presso il ponte Milvio, in un periodo di grande confusione politica.
- Comprendendo l'importanza del cristianesimo, Costantino lo sostenne come una forza politica fondamentale per il consolidamento dell'impero.
- Con l'editto di Milano del 313, Costantino garantì la libertà di culto ai cristiani e cercò di risolvere le dispute religiose, convocando il concilio di Nicea nel 325.
- Costantino integrò i barbari nell'esercito romano, permettendo loro di occupare cariche statali e stanziarsi nelle regioni periferiche.
- Nel 330, trasferì la capitale a Costantinopoli, trasformandola in un simbolo di rinnovamento e stabilità per l'impero.
L'ascesa di Costantino
Dopo l'abdicazione di Diocleziano, si ebbe un periodo di estrema confusione, con scontri fra i Cesari e gli Augusti. Da questo caos emerse Costantino, figlio di Costanzo Cloro, il quale, dopo aver sconfitto, presso il ponte Milvio, a Roma, il rivale Massenzio (312 d.C.), divenne imperatore.
Il cristianesimo come forza politica?
Costantino comprese ciò che Diocleziano non aveva capito, e cioè che il cristianesimo era ormai diventato una forza enorme, della quale non si poteva non tener conto. Ormai l’impero era pieno di cristiani in ogni settore della vita pubblica, la Chiesa era divenuta una potente organizzazione, con uomini di prim’ordine e con notevoli risorse economiche, dovute ai lasciti e alle donazioni di cristiani facoltosi o a sottoscrizioni di massa; inoltre, in quel mondo disgregato e corrotto, la Chiesa rappresentava l’unico elemento di ordine, di fiducia, su cui si potesse fare affidamento. La gente si rivolgeva ai sacerdoti cristiani per essere aiutata, guidata, istruita.
L'editto di Milano e le dispute religiose
Costantino comprese dunque che se voleva salvare lo Stato doveva appoggiarsi alla nuova, grande forza costituita dal cristianesimo. Con un famoso editto (313) egli proclamò che la religione cristiana era liberamente professarle in tutto l’impero.
Egli, inoltre, cercò di intervenire anche nelle dispute religiose sorte fra i cristiani, per evitare che si creassero fratture pericolose per l'impero. Prese, ad esempio, l’iniziativa di convocare il concilio di Nicea (325) per risolvere le contese nate dall’eresia ariana. Il concilio condannò l’eresia ariana, ma quest’ultima continuò a diffondersi.
L'integrazione dei barbari
Costantino cercò anche di utilizzare un’altra delle forze che tendevano a sgretolare l’impero, i barbari. Egli assorbì nell’esercito migliaia di Goti, Franchi, Vandali; la sua guardia personale era costituita da barbari. I barbari potevano giungere alle cariche dello stato; ai confini intere popolazioni barbariche venivano lasciate entrare per stanziarsi nelle regioni periferiche.
La nuova capitale: Costantinopoli
Nel 330 Costantino compì un gesto significativo: trasferì la capitale dell’impero a Bisanzio, antica città greca sul Bosforo, completamente rinnovata ed abbellita. La città prese il nome di Costantinopoli (dal greco «polis» = città; quindi «città di Costantino»).
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo del cristianesimo nell'ascesa di Costantino?
- Quali misure adottò Costantino per affrontare le dispute religiose tra i cristiani?
- In che modo Costantino gestì l'integrazione dei barbari nell'impero?
Costantino riconobbe il cristianesimo come una forza politica fondamentale per l'impero, comprendendo che la Chiesa rappresentava un elemento di ordine e fiducia in un contesto disgregato e corrotto, e decise di appoggiarsi a essa per salvare lo Stato.
Costantino convocò il concilio di Nicea nel 325 per risolvere le contese religiose, come l'eresia ariana, cercando di mantenere l'unità all'interno della Chiesa e prevenire fratture pericolose per l'impero.
Costantino assorbì migliaia di barbari, come Goti e Franchi, nell'esercito e nella sua guardia personale, permettendo loro di accedere a cariche statali e stanziandoli nelle regioni periferiche per rafforzare i confini dell'impero.