Battaglia di Azio


I triumviri imposero al senato di dichiarare nemici della patria gli uccisori di Cesare. Successivamente fecero decretare punizioni severissime per tutti i nemici di Cesare e loro (fra i colpiti fu Cicerone, accusato di avere fatto condannare a morte Catilina e i suoi senza processo: Cicerone venne ucciso sulla via di Formia, mentre tentava di fuggire).
I triumviri fecero onorare Cesare come un dio; il mese «quintilius», in cui egli era nato, in suo onore venne chiamato «Julius» (dal quale è derivato il nostro «luglio»). Successivamente, nella pianura di Filippi in Macedonia, Antonio ed Ottaviano batterono Bruto e Cassio che stavano organizzando un esercito. Bruto e Cassio si uccisero per non cadere prigionieri.
I triumviri si spartirono il potere: Antonio ebbe il governo della Gallia, Lepido della Spagna, Ottaviano dell’Africa, della Sicilia e della Sardegna. L’Italia era governata a turno da ciascuno dei tre.
Ogni triumviro cercò di prepararsi un forte esercito, in previsione di futuri scontri. Antonio, dopo aver governato (e spogliato) la Spagna, si fece mandare in Oriente; a Tarso conobbe Cleopatra, la quale lo affascinò e lo convinse a seguirla in Egitto, cosa che Antonio fece, affidando il governo ai suoi luogotenenti.
Dopo un anno i triumviri rinnovarono il loro accordo: per renderlo più valido Ottaviano diede sua sorella Ottavia in moglie ad Antonio.
Ma di lì a poco Antonio tornò in Egitto, da Cleopatra, ripudiando la moglie; la rottura familiare preludeva alla rottura politica.
Ottaviano fece proclamare Antonio traditore della patria e mosse contro di lui, con l’esercito e la flotta messigli a disposizione dal senato. La battaglia decisiva fra i due si ebbe presso il promontorio di Azio, nel mare Jonio, il 31 a.C.
Mentre si combatteva tra Romani e Romani, Cleopatra fuggì con le navi egiziane, forse prevedendo la sconfitta, Antonio la segui, lasciando la battaglia. Ottaviano, dopo la vittoria, sbarcò in Egitto: Antonio si uccise, lasciandosi cadere sulla spada fitta in terra dalla parte dell’elsa. Cleopatra tentò di affascinare anche Ottaviano e di accordarsi con lui ma, non essendovi riuscita, si uccise, facendosi mordere da un serpente velenoso.
Nel 29 Ottaviano tornava a Roma, ove celebrò un «trionfo» di tre giorni e tre notti. Praticamente (essendosi ritirato Lepido dalla vita pubblica) il potere era tutto nelle sue mani.

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