Federalisti e moderati in Italia


L’idea di una Federazione tra regioni italiane venne avanzata, ma in maniera ben diversa tra loro, dai cosiddetti esponenti federalisti, soprattutto Cario Cattaneo e Giuseppe Ferrari.
Carlo Cattaneo (che pubblicò una delle riviste più intelligenti e moderne nell'Italia del XIX secolo, «Il Politecnico») sosteneva la reale necessità che le regioni italiane già liberate si governassero democraticamente ed autonomamente per quanto riguardava i loro problemi particolari, associandosi invece, per la politica estera e generale, in una Federazione repubblicana, modellata un po’ sul tipo di quella degli Stati Uniti di America.
A completare il quadro dello schieramento politico formatosi in Italia nella prima metà del XIX secolo diremo che si ebbe anche una corrente abbastanza moderata, i cui principali esponenti furono Cesare Balbo (autore del libro Le speranze d'Italia) o suo cugino Massimo d'Azeglio (pittore, scrittore, autore di romanzi popolari e di opuscoli politici). Gli esponenti moderati sostenevano in sostanza che la liberazione italiana sarebbe stata possibile soltanto intorno alla casa Savoia, ma in maniera cauta, paziente, approfittando con diplomazia dei contrasti tra le grandi potenze europee, senza ricorrere però a guerre o ad insurrezioni superflue.

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