Embrione della Francia


Già in epoca romana Ia Gallia era una regione ricca e produttiva; per quanto riguarda l’attività mineraria ricordiamo che si estraevano metalli in varie parti della regione, con tecniche molto progredite. II poeta Ausonio ricorda che sulla Mosella esistevano grossi stabilimenti per la lavorazione della pietra, che utilizzavano macine e seghe a propulsione idraulica.
Anche Ia metallurgia era assai progredita: a Stralberg, nei pressi di Aquisgrana, veniva lavorato l’ottone, e grandi centri siderurgici erano in quelle regioni che oggi si chiamano Borgogna, Berry, Normandia, Vandea, Bassi Pirenei.
Nei pressi di Liegi, ad Arles, Mons, Lione esistevano fucine che già utilizzavano il carbon fossile. Anche l’agricoltura in Gallia era progredita sin dai tempi romani: si usavano macchine agricole (aratri, flagelli per trebbiare) le quali assicuravano raccolti abbondanti. Fiorentissime erano la viticultura (nelle zone di Lione, Bordeaux, della Mosa, della Mosella), l’industria tessile (soprattutto la lavorazione del lino), la produzione di ceramiche, vetro, prodotti chimici (sapone).
La vasta produzione alimentava un commercio fittissimo, all'interno e con l’estero, che si serviva dei porti sul mare del Nord, sul Mediterraneo, o dei grandi fiumi.
Quando, intorno al 450 d. C., i Franchi (popolazione germanica vigorosa e dotata di spirito organizzativo), che già da tempo s’erano infiltrati nella Gallia, completarono l’occupazione della regione, si ebbero due fenomeni molto importanti:
1. Una mescolanza etnica dalla quale nacque una nuova popolazione, quella che verrà detta Francese;
2. Una riorganizzazione politica ed amministrativa del territorio che fu molto vantaggiosa, poiché unì alle capacità produttive dei Galli lo spirito organizzativo e la forza militare dei Franchi.

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