Ebrei - L'esodo


Non si conoscono molto bene le vicende più antiche della storia ebraica; bisogna perciò attenersi a quanto dice la Bibbia.
Secondo fa Bibbia, ad un certo punto il popolo ebraico non vive più in Palestina, bensì è prigioniero in Egitto.
Può darsi che gli Ebrei per gravi motivi (carestie, invasioni) si siano trasferiti ai di là dell’Istmo di Suez (il canale non c'era ancora) e siano stati tollerati dagli Egiziani nel loro territorio, in cambio del lavoro manuale.
La Bibbia dice pure che gli Ebrei, guidati da Mosè, decisero di tornare in Palestina e racconta il grande esodo del po¬polo ebraico (uomini donne, bambini) verso la sua terra di un tempo.
Durante l'esodo Mosè, sempre secondo la Bibbia, venne chiamato da Jahwè sul monte Sinai, ove ricevette il Decalogo della Legge (i dieci comandamenti).
Purtroppo, quando vi tornarono, gli Ebrei si accorsero che la Palestina non era più libera: vi trovarono vari popoli (Filistei, Amorrei) contro i quali dovettero lottare. Liberata la loro terra, vi si fermarono definitivamente.
Si divisero in tribù, ognuna delle quali si dette un capo, chiamato giudice.
Fra i giudici più noti ricordiamo Sansone (il famoso eroe dalla forza straordinaria che sconfisse i Filistei) e Deborah.
Più tardi emersero fra gli Ebrei uomini particolarmente saggi ed ispirati, che vennero detti profeti (in greco «profetès» = annunziatore) perché il popolo riteneva che Jahwè parlasse per loro tramite e per loro mezzo annunziasse agli Ebrei le proprie volontà.
I profeti mirarono soprattutto a convincere il popolo ebraico, tuttora diviso in tribù, ad unirsi in una sola nazione.
L’unità si ebbe più tardi, ad opera dei re, il primo dei quali fu Saul.
Il re più importante, però, fu David, il quale creò un esercito regolare, con il quale batté i Filistei che tentavano in forze di riconquistare la Palestina, unificò definitivamente le tribù, creò una capitale, Gerusalemme.

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