Dopo la Prima guerra mondiale,l'Europa dovette affrontare un difficile periodo di crisi,sia nei paesi vincitori sia in quelli sconfitti:le industrie, che avevano prodotto per anni materiali bellici, dovevano essere riconvertite; la disoccupazione era altissima, i debiti contratti con gli Stati Uniti condizionavano l'economia, l'inflazione aumentava. I reduci dalla guerra facevano fatica a inserirsi nella vita normale e tutto ciò creava delusione e malcontento.I governi dei vari paesi affrontarono la situazione in modi differenti.
In Italia la situazione era particolarmente grave:l'economia agricola e industriale era in profonda difficoltà e crebbe la disoccupazione,l'inflazione aumentò e la moneta italiana,la lira,perse valore nei confronti soprattutto del dollaro.Questo provocò un forte malcontento che si manifestò con scioperi e proteste in tutto il paese.Le principali formazioni politiche(liberali,socialisti,cattolici),nessuna delle quali aveva la maggioranza parlamentare,non furono in grado di affrontare adeguatamente la situazione.

Si diffuse inoltre la convinzione che,poiché l'Italia non aveva ottenuto alla fine della guerra tutti i territori concordati,la sua fosse una "vittoria mutilata":un gruppo di nazionalisti,capeggiati dal poeta Gabriele D'Annunzio,occupò la città di Fiume.Giovanni Giovanni,tornato al governo,risolse il problema(Fiume fu riconosciuta città libera)e favorì un accordo tra gli industriali e gli operai in sciopero nelle fabbriche.In questa situazione di grande instabilità,un nuovo movimento politico,il fascismo guidato da Benito Mussolini che prometteva ordine e stabilità,ma usava la violenza,riuscì ad attirare il consenso di diversi settori della società.Nel 1922 i fascisti organizzarono una manifestazione di forza marciando su Roma e, grazie anche alla debole posizione della monarchia,Mussolini ottenne il governo del paese.

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