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La Decolonizzazione


Dal 1945, nel giro di circa vent'anni la maggior parte delle colonie degli Stati europei ottennero l'indipendenza. Questo processo è passato alla storia col nome di Decolonizzazione. La decolonizzazione fu, innanzi tutto, il prodotto della mutata situazione politica internazionale creatasi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che vedeva l'indebolimento dei paesi coloniali europei e l'affermazione di due nuove superpotenze: gli Stati Uniti e l'Urss. La ''Guerra fredda'' portò gli Stati Uniti a sostenere regimi coloniali, nel timore che dei governi indipendenti potessero diventare alleati dell'Unione Sovietica. Mentre l'Urss diede il proprio appoggio ai movimenti d'indipendenza nazionale, sosteneva soprattutto le colonie di orientamento comunista, con l'obiettivo di far salire al potere, nei paesi di nuova indipendenza, governi comunisti, che le avrebbero permesso di allargare la propria area di influenza. La decolonizzazione fu il risultato della lotta dei movimenti nazionalisti, che nacquero in tutti i paesi coloniali nel corso della prima metà del novecento. La decolonizzazione si svolse in tempi piuttosto brevi, soprattutto se si tiene conto che le principali potenze coloniali europee non erano disposte ad abbandonare le proprie colonie. Gran Bretagna e Francia ritenevano di poter mantenere i propri domini d'oltremare. Questa politica era però in contraddizione con il diritto dell'autodeterminazione dei popoli. La decolonizzazione fu in alcuni casi pacifica, soprattutto nelle colonie britanniche, molte delle quali entrarono a far parte del Commonwealth(istituzione che riunisce le ex colonie della Gran Bretagna e che si propone di sviluppare la collaborazione economica e politica tra i paesi membri.); in altri casi fu accompagnata da aspri conflitti, in particolare nelle colonie francesi.
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