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Continenti, regioni e civiltà



La diffusione degli insediamenti umani sulla Terra avvenne in modo molto discontinuo, e ciò perché molte regioni presentavano (e in parte presentano ancora oggi) condizioni ambientali molto difficili. Larghi spazi, distanze enormi, mari, catene di montagne, deserti, grandi laghi, immense foreste e ghiacciai costituivano ostacoli spesso insormontabili; e, soprattutto, molte zone avevano un clima non favorevole all'agricoltura: o erano troppo aride, o erano troppo umide e piovose.

Ecco perché lo sviluppo dell'uomo sulla Terra si verificò in particolare nelle regioni più favorite dal clima e dall'ambiente. Nacquero così alcune civiltà che fiorirono prima di altre e si diffusero poi nelle regioni vicine: è questo il motivo per cui la storia non è iniziata nello stesso periodo in tutto il mondo. Quindi, ogni volta che lo storico parla di un'invenzione come la lavorazione dei metalli o la nascita della scrittura, occorre ricordare che tali invenzioni, una volta realizzate in un luogo, si diffondevano assai lentamente. A volte esse furono patrimonio di una o due civiltà soltanto, e cominciarono a essere utilizzate nel resto del mondo addirittura secoli più tardi.

Il clima caldo e asciutto e la contemporanea abbondanza di acqua davano luogo una situazione, per quei tempi, eccezionalmente propizia per la vita dell'uomo.
L'assenza di freddo, infatti, evitava tutte le difficoltà di vita collegate al gelo (per esempio, le malattie da raffreddamento o la necessità di abiti pesanti) e permetteva di costruire abitazioni molto più semplici. La presenza di un fiume, inoltre, assicurava l'irrigazione dei campi e facilitava le comunicazioni.
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