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Le città greche in guerra

Le città greche lottarono spesso l’una contro l’altra; in particolare furono grandi rivali due città diverse tra loro: Sparta e Atene. Sparta era una città con economia in prevalenza agricola. Gli spartani, cioè i discendenti degli Indoeuropei che nel passato avevano invaso la regione, erano gli unici padroni delle terre coltivate e dominavano la vita politica ed economica della città. Essi ritenevano che l’attività più degna per l’uomo fosse la guerra; per questo dedicavano tutto il loro tempo allo sport e a esercitarsi nell’uso delle armi per poter diventare valorosi guerrieri. All’inizio, come tutte le città greche, anche Sparta fu governata da un re; poi con la Costituzione del grande legislatore Licurgo, ebbe un governo oligarchico, formato cioè da poche persone: i ricchi e potenti spartani. Atene era una potenza marittima; gli abitanti erano divisi in classi sociali, a seconda della ricchezza, e partecipavano al governo delle città, anche se in dodo diverso. Anche gli Ateniesi erano valorosi soldati, ma essi ritenevano che gli uomini, più che dedicarsi alla guerra, dovessero ricercare la sapienza e la bellezza. Perciò i giovani erano educati all’arte, alle scienze e alla filosofia. Ad Atene le decisioni più importanti venivano prese dall’assemblea di tutti i cittadini liberi (ecclesia), che eleggeva anche nove arconti (simili ai moderni ministri). Ad Atene quindi c’era un tipo di governo simile al nostro: il potere proveniva dal popolo, cioè c’era la democrazia. La stupenda statua detta Vittoria alata. È una delle più importanti sculture greche giunte fino a noi. La decorazione di questo vaso greco di circa 2.500 anni fa rappresenta due eroi della guerra di Troia che giocano a dadi.
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