Dal 1848 all'Unità d'Italia

Dal 1848 al 1861 in Italia avviene il processo di unità della nazione. Ci saranno varie fasi:
- Guerre per l’indipendenza (Austria)
- Correnti di pensiero rivoluzionario che entreranno in conflitto tra loro.
- La figura dominante che prenderà le eredini di tutto il processo sarà Cavour (si parlerà di piemontesizzazione del’Italia).

Il processo dell’unità d’Italia si interseca con il processo di unificazione della Germania e con la guerra in Crimea.

1848 in Italia

Nel Marzo insorgono altre città italiane e Papa Pio XI (stato della chiesa), Leopoldo di Lorena (Toscana) e Carlo Alberto di Savoia (Regno di Sardegna) concedono lo statuto (=forma di governo costituzionale)
Insorge Venezia contro gli austriaci, molti italiani ufficiali dell’esercito austriaco tradirono e riuscirono a scacciare le truppe di Radetzky e fu proclamata la Repubblica.

A Milano scoppiano “le 5 giornate”.

Le Cinque giornate di Milano

Dopo lo sciopero “del tabacco” tutta Milano scende in piazza contro gli austriaci, si formano barricate, il leader è Carlo Cattaneo; tutti parteciparono e alla fine le truppe austriache scapparono.
Sull’onda di Milano insorgono Modena e Parma.


Prima Guerra di indipendenza

I patrioti chiamano Carlo Alberto di Savoia, che dopo un incertezza convinto da Cavour intervenne contro l’Austria con i patrioti diventa il catalizzatore di tutti i patrioti italiani che accorsero da tutti gli stati.
Carlo Alberto non fu un grande stratega: Radetzky ebbe tutto il tempo di rinforzarsi, aspettando i rinforzi nel quadrilatero (zona compresa tra Verona, Legano, Mantova e Peschiera). A Custozza gli italiani si scontrarono con gli austriaci perdendo clamorosamente.
La guerra riprende un anno dopo (1849), nuova clamorosa sconfitta a Novara.
Carlo Alberto deve abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II che firma subito un armistizio con l’Austria.

Le rivoluzioni del 1848 finiscono male

I patrioti tornano nei loro stati e attraverso rivolte organizzando governi repubblicani: in Toscana e a Roma.
Tutte le repubbliche vengono spazzate via dagli austriaci appoggiati dalle famiglie nobili, come i Borboni.
Ebbe fine anche la repubblica francese perché il suo presidente, Luigi Napoleone Buonaparte III si proclama imperatore.

Regno di Sardegna

Vittorio Emanuele II figlio di Carlo Alberto è l’unico sovrano che lascia la costituzionale anche se l’Austria non voleva e lo minacciava.

Cavour prende le eredini del potere modernizzando l’economia e laicizzando lo stato.

Diplomazia di Cavour

C’era una guerra in Crimea tra Russia e la Turchia appoggiata da Francia e Inghilterra.
Napoleone III chiede uomini, e Cavour glieli invia in cambio di partecipare al congresso di Parigi.
Al congresso Cavour parlerà dell’Italia dicendo che l’Austria è prepotente e temeva l’invasione. Napoleone III firmò i patti Plombières segretamente che dichiaravano se l’Austria attaccava il Piemonte, la Francia doveva andare in aiuto e in cambio l’Italia verrà divisa in 4 regni dei quali il nord sarebbe andato ai Savoia (Piemonte avrebbe preso il Lombardo -Veneto) e il Piemonte avrebbe ceduto Nizza e Savoia.
L’esercito piemontese provoca l’Austria al confine, l’Austria si sente minacciata e attacca e così scattano i patti di Plombières, seconda guerra d’indipendenza. Le prime vittorie furono nostre, intervenne anche Garibaldi. Importanti furono le vittorie di Solferino e San Martino, nasce la croce rossa italiana. Napoleone III rompe i patti per paura dei democratici e repubblicani italiani (dietro il Papa) si accorda con l’Austria e firma una pace, finisce la guerra e il Piemonte prende la Lombardia ma il Veneto resta all’Austria.


La crisi dell’alleanza Franco-Piemontese

Napoleone III interrompe il conflitto perché si è reso conto che non gli conviene. Gli accordi di Plombières erano irrealizzabili.
Napoleone III nel novembre 1860 si affrettò a firmare con l’Austria la pace di Zurigo che ratificò l’armistizio di Villafranca e la cessione della Lombardia.

Secondo l’accordo, gli stati d’Italia centrale dovettero tornare sotto ai propri vecchi sovrani, contro volontà dei patrioti che volevano unirsi sotto il Piemonte.
Cavour tornò a capo del governo, diventando di nuovo presidente del consiglio e convinse Napoleone III ad accettare l’unificazione di Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana, dandoli Nizza e Savoia.
Nella primavera del 1860 gli abitanti di Emilia-Romagna e Toscana votarono l’unificazione al Piemonte. Grazie a Cavour mezza Italia era unita.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email