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Mazzini e la giovine Italia. Come unificare l'Italia?

Giuseppe Mazzini è uno dei personaggi più importanti del Risorgimento, a causa delle sue idee politiche viene mandato in esilio a Marsiglia. Mazzini pensa che l'unità d'Italia debba avvenire tramite una rivoluzione popolare e che debba diventare una Repubblica democratica, con un governo eletto dai cittadini. Egli comprende che le rivolte contro gli austriaci non hanno successo perché vi partecipano poche persone; per questo motivo egli crea la Giovine Italia (organizzazione segreta e politica) che ha lo scopo di propagandare le idee dei patrioti attraverso la stampa clandestina il maggior numero di cittadini. La Giovine Italia si diffonde soprattutto nel centro-nord tra i ceti popolari e gli artigiani. Nel 1834 Mazzini fonda la Giovine Europa che ha lo scopo di lottare anche per tutte le Nazioni europee oppresse dai dominatori stranieri. Il fallimento dei tentativi di rivolta promossi dalla giovine Italia porta i patrioti italiani a riflettere su come agire per l'indipendenza e per ottenere l'Unità d'Italia. Molti intellettuali pensano a soluzioni diverse:


    Camillo Benso, conte di Cavour, un liberale moderato, pensa che l'Unità d'Italia possa avvenire solo sotto la guida dei Savoia, perché il regno di Sardegna è l'unico Stato indipendente dall'Austria. Inoltre, il sovrano Carlo Alberto ha un forte esercito e vuole espandere i suoi possedimenti, conquistando la Lombardia e il Veneto che erano che sono dell'Austria;

        Vincenzo Gioberti pensa che l'Italia possa unificarsi in una confederazione di Stati con a capo il Papa;

        Carlo Cattaneo, un liberale democratico, pensa che l'Italia debba essere una Repubblica organizzata in una federazione di Stati sul modello degli Stati Uniti d'America.

      Nel 1848 i patrioti del regno Lombardo-veneto decidono di ribellarsi agli Asburgo. La rivolta scoppia prima a Venezia poi a Milano; dopo cinque giorni di lotta i patrioti riescono a sconfiggere il maresciallo austriaco Radetzky e a cacciare gli austriaci. Il re Carlo Alberto decide di appoggiare i milanesi e di scendere in guerra contro l'Austria. Scoppia la prima guerra di indipendenza italiana. L'esercito austriaco vince molte battaglie contro i piemontesi a Custoza. Carlo Alberto è costretto a chiedere l'armistizio e decide di abdicare a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Dopo la fine della prima guerra d'indipendenza gli stati italiani tornano nelle mani degli austriaci.
      Vittorio Emanuele II decide di nominare Presidente del Consiglio piemontese Camillo Benso, che si rivela un abile uomo politico, rendendo lo Stato ricco economicamente e con un agricoltura moderna. Cavour capisce che il Regno di Sardegna è uno stato troppo piccolo per competere con una potenza come l'Austria. Per questo motivo Cavour decide nel 1855 di far partecipare la Sardegna alla guerra di Crimea. Quetsa guerra scoppia tra Francia e Regno Unito, da una parte e la Russia dall'altra. La Russia vuole conquistare la penisola di Crimea, mentre Francia e Regno Unito cercano di impedirglielo per evitare che si rafforzi con questa conquista. Cavour spera così di inserire il Regno di Sardegna nella politica internazionale entrando nel conflitto con Francia e Regno Unito. Alla fine della guerra, nel 1856 il Regno di Sardegna, partecipa al Congresso di Parigi che chiude la guerra di Crimea e Cavour riesce a rendere noto a tutti i paesi d'Europa la questione d'Italia.

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