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La Triplice Alleanza

La nascita di una nuova repubblica, quella francese, e di un nuovo impero, quello tedesco, avevano modificato l’equilibrio europeo. Dopo la vittoria del 1866, il Bismarck, pago della superiorità prussiana, aveva ricercato l’amicizia austriaca, e dopo quella del 1870, tutta la sua politica aveva mirato ad isolare la Francia e a mantenere lo “statu quo” europeo. Il periodo di storia europea che va dal 1870 al 1890 è caratterizzato infatti dal sistema di alleanze del Bismarck, che, raggiunti ormai i suoi scopi, diventò il difensore della pace. Egli concluse con l’Austria e con la Russia l’alleanza dei tre imperatori, aiutò le altre potenze a raggiungere un compromesso sulla questione d’Oriente nel Congresso di Berlino, e infine attirò anche l’Italia nell’alleanza austroungarica. A questa alleanza impopolare, perché stretta con il nemico di ieri: l’Austria, e con un già deludente alleato: la Germania, i governanti italiani furono spinti dalla triste esperienza dell’isolamento politico, che ci aveva costretti ad accettare senza poter far nulla, il duro colpo della occupazione francese di una terra africana già di fatto colonizzata dagli italiani: la Tunisia. Nel Congresso di Berlino, la Germania aveva aumentato il suo prestigio, l’Austria e la Russia avevano avuto terre balcaniche, e la Francia mano libera in Tunisia. Solo all’Italia non era toccato nulla sia per la debolezza del governo, sia per l’isolamento politico in cui si trovava. Ammaestrati dalla dura lezione, i governanti italiani chiesero di entrare nell’alleanza austro-tedesca, che divenne la Triplice alleanza. L’impopolarità della Triplice alleanza fu forte soprattutto fra gli irredentisti, ossia tra coloro che consideravano incompiuta l’unità dell’Italia finché anche Trento e Trieste con i loro territori non fossero stati liberati dal dominio austriaco. Un giovane irredentista triestino, Guglielmo Oberdan, dimostrò la sua protesta preparando un attentato alla vita di Francesco Giuseppe. Oberdan fu arrestato e giustiziato; egli rimase il simbolo dell’irredentismo italiano. La Triplice alleanza aveva carattere difensivo e fu rinnovata dopo cinque anni.
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