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Problema di Trieste: gli Iugoslavi fanno quella che oggi chiamiamo pulizia etnica nei confronti degli italiani, colpendo non solo i fascisti, ma anche i partigiani, molti verranno gettati nelle Foibe. Ci furono molti profughi e Trieste fu divisa tra anglo-americani e Iugoslavi. Poi nel 54 non troveranno un accordo e diviene città italiana. Prima viene divisa in zona A: anglo-americani e zona B: iugoslavi, poi nel 54 il governo italiano risolve il problema, Trieste diventa italiana però tutto il resto dell'Istria è Iugoslava. Tutto viene poi chiuso nel 75.
Il primo governo dell'Italia liberata alla fine della guerra è un governo del Cln, cioè un governo dei partiti che fanno parte del Cln (riunisce i partiti che hanno combattuto il fascismo – Comitato di liberazione nazionale) e viene presieduto da Parri (25 aprile c'è la liberazione, il governo che viene formato dura pochi mesi ed è presieduto da Ferruccio Parri, esponente importante dell'anti-fascismo e del partito d'azione). De Nicola è primo presidente provvisorio dello Stato dopo il 3 giugno. Nel CLN sorgono presto dei contrasti, il governo passa a De Gasperi, esponente della Democrazia Cristiana, governerà fino al 54. C'è il referendum il 2 giugno del 46, tra monarchia e repubblica, vince la repubblica, partecipano anche le donne per la prima volta. La vittoria della repubblica non è proprio nettissima, al sud c'erano stati più voti per la monarchia, la repubblica vince perché vince al centro-nord, mentre al sud e nelle isole prevale la monarchia. Viene elaborata la costituzione dall'Assemblea costituente, che comprende il partito della Democrazia Cristiana, il partito Socialista ed il partito Comunista. Quindi la costituzione italiana è il prodotto di questi tre partiti. Viene elaborata da una commissione che viene detta la Commissione dei 70 e viene promulgata il 22 dicembre del 47, entra in vigore il primo gennaio del 48. Quindi il presidente De Nicola, è presidente provvisorio, cioè scelto dall'Assemblea costituente. Il primo eletto in base alla costituzione italiana è Luigi Einaudi.

Il referendum del 2 giugno aveva evidenziato un contrasto tra nord e sud, questo perché a nord si era creato un ambiente più favorevole alle sinistre, c'era stata la lotta partigiana e quindi c'era stato quello che verrà chiamato il Vento del nord, una decisa presa di posizione anti-fascista, mentre a sud erano a favore della monarchia, c'era un governo monarchico, non erano passati attraverso questa esperiente di liberazione e perciò permanevano maggiori legami col passato fascista e con la conservazione. Tutta la questione del sud forse risale all'Unità d'Italia.
E' vero che al sud prevalgono i monarchici, però è anche vero che in questi anni, nell'immediato dopoguerra, al sud c'è un forte movimento contadino comunista, che vuole la riforma agraria, quindi il sud ha una parte più consistente di conservatori che viveva all'ombra dello stato fascista e dello stato monarchico, e una parte però molto vivace di movimento contadino che voleva risolvere la questione delle Terre. Facevano una forma di protesta: la domenica questi contadini, questi braccianti senza terra, andavano prendevano una terra di un latifondo, di un grande proprietario, incolta, e la coltivavano, per far vedere che se la terra l'avessero data a loro sarebbe cresciuta la ricchezza del paese. Nel 45 con la liberazione i contadini sperano di avere le terre ed una parte gli viene data tra 49 e 50, però rimane una questione molto importante quella delle terre, soprattutto al sud.

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