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I Ruggenti anni venti e il proibizionismo


Tutti i Paesi europei dopo la fine della prima guerra mondiale versavano in una situazione di crisi economica e sociale. Gli Stati Uniti erano economicamente ancora più forti per due motivi: prima di tutto perché il loro impegno nella guerra era stato breve e il loro territorio non era stato né devastato né invaso e poi non si erano indebitati con nessuno.
Dal 1918 al 1929 gli statunitensi vissero un'epoca detta ''anni ruggenti'' o ''età del jazz'', caratterizzata da benessere e spensieratezza per una parte crescente della popolazione. Negli ''anni ruggenti'' i consumi aumentarono rapidamente e la produzione industriale salì del 64%. Ciò era possibile grazie alla diffusione delle innovative tecniche pubblicitarie, al successo di nuove forme di distribuzione, tra cui i grandi magazzini, e alla possibilità di pagamenti raterali, che rendevano l'acquisto di prodotti accessibile a tutti. L'esempio più tipico dei nuovi consumi di massa furono le automobili prodotte negli stabilimenti di Henry Ford, che, grazie alla semplicità di costruzione e all'impiego della catena di montaggio, avevano prezzi alla portata di lavoratori dagli stipendi buoni, ma non ricchi. Poi ci fu anche la diffusione della radio, che nel 1928 ebbe più di 8 milioni di ricevitori. Nacque anche la musica Jazz a New Orleans, dall'incontro dei ritmi africani, caratteristici della musica suonata dai discendenti degli schiavi neri deportati in America nei secoli precedenti, con gli strumenti e le melodie della tradizione anglosassone. Il Jazz iniziò a diventare popolare tra il pubblico americano, e successivamente anche europeo, a partire dagli anni venti, che proprio per questo motivo negli Stati Uniti furono chiamati ''età del jazz''.
Comprare, consumare e divertirsi divennero valori dominanti nella società americana e ciò stimolò molte persone a tentare di procurarsi denaro facendo prestiti o cercando di arricchirsi con le speculazioni in borsa.
In questi anni si diffusero anche un clima culturale e una serie di orientamenti politici fortemente conservatori; la società statunitense cercò di difendere il proprio benessere da tutti i possibili ''nemici'', soprattutto stranieri. L'immigrazione fu resa difficile, con leggi che colpivano in particolare gli immigrati di origine non anglosassone provenienti dall'Europa orientale e meridionale, tra cui italiani. Si parlò, inoltre, di 'red scare' cioè ''paura dei rossi'', espressione che indicava le posizioni repressive che i governi, assunsero contro i movimenti sindacali o politici di sinistra. Sempre negli anni venti si rafforzarono organizzazioni apertamente razziste, come il Ku Klux Klan , una società segreta, diffusa in particolare negli Stati del Sud, che perseguitava e terrorizzava la popolazione afroamericana.
Le scelte repressive dei governi statunitensi non riguardarono solo la sfera politica, ma anche quella dei comportamenti privati. L'esempio più clamoroso di questo atteggiamento fu costituito dal proibizionismo: nel 1920 venne emanata una serie di leggi che proibivano la produzione, la vendita e il consumo di alcolici; esse furono il frutto di un atteggiamento, diffuso soprattutto nell'America più tradizionalista. Queste leggi ebbero però scarso successo e produssero molti danni. Il proibizionismo non bloccò il consumo di alcolici, ma lo trasformò in un'attività illegale. Gran parte della popolazione continuò a bere alcolici, ma lo fece procurandoseli su mercato clandestino. Ne approfittarono molte bande criminali che si arricchirono con la produzione e lo spaccio di alcolici. Ciò fece aumentare la violenza nelle grandi città degli Stati Uniti, che furono spesso teatro di scontri tra i gangster e la polizia o tra bande rivali. In molti casi queste bande si trasformarono in organizzazioni criminali di grandi dimensioni. In politica estera i governi repubblicani abbracciarono l'isolazionismo, scegliendo di non interessarsi delle vicende dei paesi europei e di concentrare i propri sforzi nel tutelare gli interessi americani nelle aree dove gli Stati Uniti erano presenti economicamente o politicamente, ovvero il continente americano e l'estremo oriente. Gli Stati Uniti, infatti, non aderirono alla Società delle nazioni, cioè l'organismo internazionale voluto proprio dal presidente americano Wilson per preservare la pace mondiale. I presidenti repubblicani eletti dopo Wilson ritenevano che un coinvolgimento in questa organizzazione avrebbe limitato la libertà degli Usa e li avrebbe distolti dai loro interessi primari.
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