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Concetti Chiave

  • La lotta per la successione dopo la morte di Lenin nel 1924 vide Stalin e Trockij contrapporsi su visioni opposte della rivoluzione d'Ottobre.
  • Stalin, grazie al controllo del partito, divenne il capo incontrastato, espellendo Trockij dal partito e dall'URSS tra il 1927 e il 1929.
  • Il regime di Stalin implementò politiche di industrializzazione forzata e collettivizzazione agricola attraverso la pianificazione economica, iniziando con il primo piano quinquennale nel 1928.
  • Il totalitarismo stalinista si caratterizzò per un forte incremento della burocrazia, identificando il partito con lo stato e controllando l'economia e la società.
  • Il "grande terrore" tra il 1936 e il 1938 portò a giustificazioni e deportazioni di massa, eliminando il dissenso e reprimendo l'arte e la cultura.

Indice

  1. La lotta per la successione
  2. L'ascesa di Stalin
  3. Politiche di industrializzazione e collettivizzazione
  4. Il totalitarismo stalinista
  5. Il grande terrore

La lotta per la successione

Dopo la morte di Lenin nel 1924 si scatenò la lotta per la successione tra due protagonisti e due contrapposte visioni della rivoluzione d'Ottobre.

Da una parte c'era Stalin che controllava l'organizzazione del partito e sosteneva la teoria del socialismo in un solo paese; dall'altra parte c'era Trockij, commissario degli esteri e dell'armata rossa, e sosteneva la teoria della rivoluzione permanente.

L'ascesa di Stalin

Stalin divenne il capo incontrastato del partito comunista, vincendo l'opposizione di Trockij dove lo mise in minoranza nel partito e lo privò di tutti gli incarichi, quindi lo espulse dal partito (1927) e dall'URSS (1929).

Politiche di industrializzazione e collettivizzazione

A partire nel 1927 dopo aver assunto il potere assoluto nel partito comunista e nell'Unione Sovietica, sviluppò una politica di industrializzazione forzata e collettivizzazione agricola. Lo strumento utilizzato per raggiungere questo scopo fu la "pianificazione dell'economia" e nel 1928 venne versato il "primo piano quinquennale". Le risorse economiche furono tratte soprattutto dall'agricoltura.

Nei confronti dei contadini che si opposero alla collettivizzazione Stalin reagì con le deportazioni di massa nei campi di lavoro, con l'obiettivo di far diventare il paese una grande potenza industriale militare.

Il totalitarismo stalinista

Il totalitarismo stalinista ebbe il suo centro nel partito che si identificò con lo stato: per garantire la pianificazione economica e il controllo sociale, Stalin dovette sviluppare enormemente la burocrazia.

Il grande terrore

Tra 1936 e il 1938 l'Unione Sovietica visse l'epoca del "grande terrore", della polizia segreta e dei gulag: dove ogni possibilità di dissenso fu preclusa; dirigenti politici, ufficiali dell'esercito, semplici cittadini vennero giustiziati o deportati. L'arte, la cultura, la scienza persero ogni possibilità di autonoma espressione. Lo sforzo dell'industrializzazione si accompagnò a un'opera di propaganda che tendeva a demonizzare i "nemici" della rivoluzione e, all'opposto, a mobilitare le masse intorno alle parole d'ordine dell'emulazione socialista.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le due principali visioni della rivoluzione d'Ottobre in seguito alla morte di Lenin?
  2. Dopo la morte di Lenin nel 1924, si contrapponevano due visioni: quella di Stalin, che sosteneva il socialismo in un solo paese, e quella di Trockij, che promuoveva la rivoluzione permanente.

  3. Quali politiche Stalin implementò per trasformare l'Unione Sovietica in una potenza industriale?
  4. Stalin avviò una politica di industrializzazione forzata e collettivizzazione agricola, utilizzando la pianificazione economica e introducendo il primo piano quinquennale nel 1928, con risorse principalmente tratte dall'agricoltura.

  5. Che cosa caratterizzò il periodo del "grande terrore" nell'Unione Sovietica?
  6. Tra il 1936 e il 1938, il "grande terrore" si manifestò con la repressione di ogni dissenso, giustizie e deportazioni di dirigenti politici e cittadini, mentre l'arte e la cultura furono soggette a un controllo rigoroso, perdendo ogni autonomia espressiva.

Domande e risposte

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