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Sinistra storica


Il 16 marzo 1876 sotto la destra storica si raggiunge il pareggio del bilancio con l'imposta indiretta (tassa sul macinato). Lo stesso giorno cade la Destra storica per essere stata battuta alla camera su un importante disegno di legge per il passaggio dalle ferrovie private a pubbliche e Vittorio Emanuele II da l'incarico a Depretis, Giolitti, Crispi per venti anni a comporre la Sinistra storica (dal 1876 al 1896).
Nell'ottobre del 1876 a Stradella Depretis presenta il suo programma:
1- Eliminare l'analfabetismo: nel 1876 fa approvare la legge Coppino, la quale riprendeva la legge Casati ma stabiliva l'obbligo scolastico fino a 9 anni ed istituisce asili per l'infanzia e scuole serali (nel sud Italia i bambini non andavano a scuola comunque perché servivano nei campi).
2- Eliminare la tassa sul macinato: nel 1880 viene diminuita e nel 1884 abolita (si apre il deficit di bilancio).
3- Suffragio elettorale: nel 1882 il diritto di voto viene allargato ed i cittadini dovevano avere 21 anni, dovevano aver fatto la seconda elementare e dovevano pagare circa 20 lire di tasse.
Politica: trasformismo e l'obiettivo è allargare la base elettorale (consenso)
Politica economica: nascono le prime grandi industrie italiane (Pirelli)
In campo agricolo si va incontro alla grande depressione: prezzo dei cereali dimezzato; nel Nord reagiscono dedicandosi ad altre produzioni (foraggi, patate, Canapa, riso), nel Sud abbandonano i cereali ed investono nella vite, agrumi ed olivo.
Il partito degli agrari spinge il governo al protezionismo e la sinistra storica introduce tariffe doganali sul grano: si passa dal liberismo al protezionismo con diverse conseguenze negative: gli altri paesi mettono le tariffe doganali nei confronti dell'Italia (si sentono molto al Sud che non riescono più ad esportare agrumi, olio e vino); aumentando il prezzo del grano la farina costa di più e la gente povera di nuovo è in difficoltà. Aspetto positivo: favorisce il Nord nella produzione industriale
Politica estera: con destra storica non si è parlato molto perché doveva gestire il nuovo stato
Nel 1881 la Francia aveva occupato la Tunisia e anche l'Italia voleva occuparla poiché c'erano molti italiani; con delusione la Francia arriva prima.
Come conseguenza nel 1882 l'Italia decide di allearsi con Germania e Austria (triplice alleanza) dove si impegnavano a venire in aiuto in caso di guerra; questo aveva dato fastidio ad alcuni italiani (irredentisti), quelli che volevano liberare Trentino e Friuli appartenenti all'Austria.
Conseguenza: l'alleanza con la Germania favorisce l'entrata di capitali tedeschi che permisero il finanziamento dell'industria italiana e la nascita di nuove banche (banca commerciale del credito italiano)
Nel 1882 l'Italia occupa pagando un territorio vicino la Baia di Assab (Corno d'Africa) comprandolo dalla compagnia di navigazione Rubattino: volevano partecipare anche loro alla gara imperialistica ed entra con l'idea di occupare altri territori
Nel 1885 provano a conquistare Massaua ma gli abitanti muovono loro contro nel 1887 e 500 italiani vengono sorpresi e massacrati.
Nel 1887 DePretis muore: gli succede Crispi, anche lui Mazziniano ed aveva deciso di diventare monarchico
Crispi governa dal 1887 al 1896 esclusi dal '91 al '93 nel quali entra in carica Giolitti
Le idee di Crispi erano sul modello di Bismark e sentiva la necessità di uno stato forte.
Era un personaggio ambivalente
1 - Autoritarismo: nell'assunzione di più poteri (ministro degli esteri, ministro degli interni, presidente del consiglio) accentramento del potere Legge di pubblica sicurezza 1889 che riduceva diritti sindacali ed accresceva i poteri della polizia
2- riformismo: nella politica interna fra promulgare il codice Zanardelli che aboliva la pena di morte ed estende il diritto di voto Politica estera: orientamento aggressivo ed ostile alla Francia (guerra doganale tra i due) Continua la corsa imperialistica.
Nel 1889 firma il trattato di Uccialli che riconosceva i possedimenti italiani in Eritrea e il protettorato su Etiopia e Somalia; però fu scritto in due lingue italiano e locale (c'era solo un accenno, alleanza amichevole) L'idea è quella di entrare in guerra e mandare l'esercito: il parlamento non era molto d'accordo a causa della depressione economica; Crispi viene messo in minoranza
Nel 1891 Giolitti si trova a dover fronteggiare :
1- la rivolta in Sicilia dei fasci siciliani
2- Il problema dello scandalo della banca romana
Era un mediatore quindi soprattutto la borghesia imprenditoriale lo vede male perché è debole e non sa prendere posizione; la sua idea è che bisogna andare a vedere cosa succede nel sud
Nel 1893 Giolitti si rassegna e da le dimissioni
Torna Crispi e proclama lo stato d'assedio in Sicilia e nel 1894 la rivolta viene stroncata da ordine alle truppe italiane di entrare in Etiopia ma l'Italia viene sconfitta diverse volte
Nel 1896 deve rassegnarsi e da le dimissioni
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