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-La Sinistra al Potere-

Dal 1870 in poi vi è un alto livello di astensionismo che caratterizza le elezioni di questi anni; ad esempio i cattolici decidono di non partecipare alle elezioni politiche, ma solo a quelle amministrative.
La scelta dei cattolici di non partecipare alle elezioni politiche spiega anche l’indisturbato dominio liberale nella politica nazionale.
Al potere vi era la Destra Storica, che aveva portato il pareggio di bilancio, nuove infrastrutture, sconfisse il brigantaggio; essa era una formazione politica ovviamente liberale, ma di stampo conservatore.
Durante questi anni viene però a formarmi un movimento all’opposizione, etichettato col nome ‘Sinistra’ (una Sinistra Liberale), decisamente più progressista della Destra, a cui facevano parte Depretis, Crispi, Cairoli e Nicotera.
Gli esponenti della Sinistra hanno la necessità di ‘fare gli italiani’, è indispensabile trasmettere la coscienza di appartenenza alla comunità nazionale.

Nel 1876 una crisi interna alla Destra Storica permette a Depretis di costruire un governo di Sinistra.
La crisi del 1876 è nata da un problema relativo alla gestione della rete ferroviaria.
Le ferrovie sono state costruite e gestite da aziende private, con cospicui aiuti finanziari concessi dallo Stato.
Il ministro dei Lavori Pubblici del Governo di Destra, Silvio Spaventa, ritiene sia giunto il momento di nazionalizzare le linee ferroviarie.
Contro il progetto si schiera la Sinistra e anche un gruppo di parlamentari della Destra, che ha interessi diretti nelle aziende private che gestiscono le ferrovie e teme di subire danni; questi parlamentari di Destra si uniscono all’opposizione di Sinistra.
Questo caso di conflitto di interessi causò dunque questa rivoluzione parlamentare.
Il nuovo presidente del consiglio, Depretis, invita gli esponenti della Destra ad avvicinarsi alla maggioranza di Sinistra e a sostenerla.

L’azione politica di Sinistra porta a due riforme importanti:
• Nell’Istruzione Elementare: viene portato l’obbligo della frequenza scolastica a nove anni;
• Nel Sistema Elettorale: viene allargato il suffragio elettorale nel 1882, abbassando il livello di reddito richiesto, ma introduce come requisito l’alfabetismo; la legge produce un considerevole ampliamento del corpo elettorale, che passa dal 2% all’8% sul totale della popolazione.

L’ampliamento del sistema elettorale cancella la distinzione tra Destra e Sinistra e crea in Parlamento un grande Centro Liberale.
Depretis vuole una ‘trasformazione dei partiti’, vuole che si formino accordi elettorali tra i liberali di Destra e di Sinistra, che tolgano spazio alle possibili opposizioni; l’appello viene accolto e molti esponenti di Destra stringono accordi con la Sinistra: si ha così un grande Centro Liberale e minuscole opposizioni.

Nel 1889 alcune parti della Sinistra Storica vennero coinvolte nello Scandalo della Banca Romana, istituto privato di credito abilitato all’emissione di cartamoneta per conto dello Stato, che ha emesso illegalmente una enorme quantità di moneta.
Lo scandalo finisce con l’assoluzione di tutte le persone coinvolte.

Nel 1878 viene introdotta una prima tariffa protezionistica, favorevole agli interessi delle industrie tessili e metallurgiche; con questa mossa si vogliono difendere le imprese nazionali, ma anche porre le premesse per la formazione di un’industri pesante che possa produrre attrezzature per esercito e marina.
Nel 1884 il governo favorisce la nascita di un’acciaieria a Terni.
Nel 1887 viene introdotta un’altra tariffa protezionistica che difende sia l’agricoltura italiana colpita dalla crisi agraria, sia le principali industrie italiane.

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