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Seconda Guerra mondiale

- Alleanze
Germania + Italia: 1936, Asse Roma-Berlino (stessi sistemi politici).
Germania + Giappone: 1936, patto Anticomintern contro l’Unione Sovietica (Comintern = Terza Internazionale)
Germania + Italia + Giappone: 1940, Patto Tripartito (ROma-BERlino-TOkyo).

La guerra venne preparata da Hitler, alleato con Mussolini. Nel 1939 viene firmato il Patto d’Acciaio, che diceva che se una delle due parti si fosse trovata impegnata in un conflitto, sia come aggredito sia come aggressore, l’altra sarebbe stata obbligata a scendere in campo. Mussolini sapeva che l’Italia non era ancora preparata militarmente ma il ministro degli esteri Ciano volle comunque sottoscrivere l’accordo. Hitler assicurò che la guerra non sarebbe stata immediata, ma invece accadde qualche mese dopo.
Un’altra alleanza importante fu quella stipulata tra il Ministro degli Esteri tedesco e quello sovietico, Ribbentrop-Molotov. Venne chiamato Patto di Non-Aggressione e venne firmato a Mosca; con esso entrambi i paesi si impegnavano a non farsi la guerra. Tale patto fece scandalo perché Russia e Germania rappresentavano due parti contraddittorie: il nazismo e il comunismo, da sempre nemici.

C’era anche un patto segreto che stipulava che nel caso in cui i tedeschi avessero aggredito la Polonia, i sovietici non sarebbero intervenuti e avrebbero potuto ottenere gli stati baltici, la Romania e parte della Polonia. La guerra scoppia il 1° settembre del 1939, il giorno dopo la stipulazione del patto segreto, quando i nazisti attaccano la Polonia secondo la teoria dello spazio vitale.
Hitler attaccò l’occidente (Polonia e Francia), così che poco dopo Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania, mentre l’Italia venne colta di sorpresa. Avrebbe dovuto intervenire subito per via del Patto d’Acciaio, ma si inventò la non belligeranza, ovvero si dichiarò in guerra, ma non combatteva. Entrerà in guerra solo il 10 giugno del 1940.
L’attacco alla Polonia è efficace e dopo l’occupazione di Varsavia sembrava che la guerra si fosse fermata, finché la Germania attacca la Danimarca, che si arrende senza opporre resistenza, e la Norvegia.
Fu possibile una guerra-lampo, non come successe durante la prima guerra mondiale, perché era cambiato il modo di fare la guerra: vengono utilizzati i caccia, i paracadutisti e i panzer; alla fine comparirà anche la bomba atomica.
La parte più rilevante della guerra avviene nel 1940. Il 14 giugno i tedeschi violano la neutralità del Belgio e attaccano la Francia passando dalla foresta delle Ardenne, sul confine con il Belgio; i francesi avevano costruito una serie di fortificazioni sulla linea maginot, il confine franco-tedesco, lasciando scoperto il confine con il Belgio. Il 22 giugno viene firmato l’armistizio. Nella parte centro-meridionale della Francia nascerà uno stato-satellite (non nemico dei tedeschi) governato da Pétain.
L’Italia, alleata con Germania e Giappone, entra in guerra il 10 giugno 1940, perché vedeva in Hitler la possibilità di ampliare il proprio territorio. Il 21 giugno, giorno prima che fosse firmato l’armistizio franco-tedesco, attacchiamo la Francia, anche se i nazisti erano già a Parigi. Riusciamo a penetrare per pochi chilometri e vi sono 5000 soldati feriti o morti. Il 24 giugno firmiamo anche noi l’armistizio, ma otteniamo solo lievissime modifiche territoriali.
Dopo questo episodio, noi italiani ci impegniamo soprattutto nel Mediterraneo, dato che eravamo in possesso della Libia e dell’Albania. Nel settembre del 1940 lanciamo dalla Libia un’offensiva contro gli Inglesi, stanziati in Egitto, che però fu subito respinta.
Hitler propose a Mussolini un aiuto: propose di fornire all’esercito italiano dei carrarmati. Ma Mussolini rifiutò perché voleva condurre una guerra-parallela, cioè anche se eravamo con i tedeschi, volevamo condurre una nostra guerra. Nell’ottobre del 1940, l’esercito italiano attacca la Grecia dall’Albania. Doveva essere una passeggiata, ma i greci mostrano una resistenza inaspettata e, a novembre, i greci contrattaccano e costringono a ritirarsi. Dopo questa figuraccia, il capo di stato maggiore Badoglio diede le dimissioni.
Hitler, vedendo il fallimento italiano, chiede a Mussolini di rinunciare all’idea della guerra-parallela, che accettò l’aiuto di Hitler. Nella primavera del ’41 Hitler manda i suoi panzer, con cui conquista rapidamente Jugoslavia e Grecia.
Dopo l’estate 1940, l’Europa era di Hitler. L’unico paese non ancora toccato da Hitler era la Gran Bretagna. Hitler non voleva a tutti i costi una guerra; gli bastava che la Gran Bretagna riconoscesse le colonie tedesche. Tuttavia, Churchill, capo del governo inglese, era assolutamente intransigente e dunque Hitler diede avvio all’operazione Leone Marino, con la quale invase l’Inghilterra dopo diverse battaglie aeree e bombardamenti. Hitler evitò una battaglia navale perché la flotta inglese era la più potente al mondo. L’operazione durò dal luglio 1940 fino all’inizio dell’autunno. Gli inglesi riuscirono a resistere perché avevano a messo a punto il radar, che ti permetteva di sapere in anticipo quando stava per arrivare il bombardamento: suonava l’allarme e le persone si rifugiavano. Inoltre utilizzavano cannoni per sparare agli areoplani. In autunno, Hitler allentò i bombardamenti perché capì che non c’era niente da fare.

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