lotmari di lotmari
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Gli Stati Europei credevano di aver assecondato i voleri della Germania con la conferenza di Monaco, svoltasi nel settembre del 38, invece già in ottobre i tedeschi avevano pronto il piano per l’occupazione della Boemia e della Moravia. L’operazione scattò nel marzo 39 mentre la Slovacchia si proclamava indipendente con l’appoggio tedesco, Hitler dava vita al “protettorato” di Boemia e Moravia. Subito Francia, Inghilterra e Polonia strinsero un patto di assistenza militare, mentre Hitler rivendicò alla Germania la città di Dalmazia e il diritto di poter attraversare il corridoio che collegava la città al territorio polacco.
Mussolini cercò di limitare Hitler occupando nell’aprile ’39 l’Albania, ma ciò contribuì a mettersi contro gli occidentali. Mussolini e il ministro degli Esteri Ciano strinsero il patto d’acciaio con la Germania, fidandosi della parola di Hitler che disse di non voler scatenare la guerra prima di due o tre anni. Il patto infatti prevedeva l’alleanza militare nel caso che uno dei due Stati entrasse in un conflitto, anche come aggressore.

Nel frattempo, il 23 agosto 39 il tedesco Ribbentrop strinse un patto di non aggressione con il russo Molotov. Questo patto prevedeva che l’Urss ottenesse un riconoscimento sulle aspirazioni territoriali nei confronti della Romania, degli Stati Baltici e della Polonia che venne spartita tra tedeschi e russi.
Hitler dal canto suo riuscì a rimandare lo scontro bellico con la Russia e a evitare lo scontro su due fronti in guerra.
Il primo settembre 39 Hitler dichiarò guerra alla Polonia, il tre settembre Francia e Gran Bretagna risposero e dichiararono guerra alla Germania. Lo stesso giorno l’Italia dichiarò lo stato di non belligeranza, in quanto impreparata per partecipare a uno scontro a lunga durata.
La causa di questa guerra fu l’aspirazione di supremazia sull’Occidente da parte della Germania, e gli stati Europei lasciarono un po’ troppo fare (primi 7 mesi definiti dalla Francia “guerra per finta”). Questa guerra fu soprattutto uno scontro di ideologie, civile e molto più sviluppata tecnologicamente rispetto la prima mondiale.
Le prime settimane furono sufficienti alla Germania per invadere la Polonia e questo grazie all’ applicazione della guerra lampo (aviazione + forze corazzate).
Frattanto i russi, in nome del patto stipulato con i tedeschi, si impossessarono delle regioni orientali della Polonia.
Il 30 novembre 39 l’URSS attaccò la Finlandia, che riuscì ad occupare solo nel marzo ’40.
Il 9 aprile ’40 le truppe tedesche lanciarono un attacco improvviso alla Danimarca (che si arrese subito) e alla Norvegia (che occupò entro la primavera).

L’offensiva tedesca in terre occidentali ebbe inizio il 10 maggio ’40 e dopo poche settimane si tramutò in un successo.
A provocare questo esito furono gli errori dei comandi francesi, ancora legati a una concezione statica della guerra e troppo fiduciosi della propria linea difensiva Maginot (che tra l’altro non copriva l’intero confine francotedesco, ma lasciava scoperto il confine con il Belgio e il Lussemburgo).
Come nella prima guerra mondiale, i tedeschi per invadere la Francia utilizzarono le terre degli Stati neutrali, ma oltre al Belgio anche Olanda e Lussemburgo.
Tra il 12 e il 15 maggio attraversarono la foresta delle Ardenne e i reparti corazzati tedeschi sfondarono le linee nemiche nei pressi di Sedan.
Un momentaneo rallentamento (studiato dai tedeschi per evitare lo scontro con gli inglesi) permise a inglesi, francesi e belgi un drammatico reimbarco nel porto di Dunkerque.
Il 14 giugno i tedeschi entrarono a Parigi.
L’85enne maresciallo Petàin, esponente di destra e divenuto presidente del consiglio francese, firmò subito un armistizio con i tedeschi. Invano il generale De Gaulle lanciò da Londra un appello per continuare a combattere a fianco degli alleati.
L’armistizio fu firmato il 22 giugno nel villaggio di Rethondes, nello stesso vagone ferroviario dove nel 1918 la Germania aveva dovuto piegarsi al Diktat.
Il governo francese pose sede a Vichy, ciò mise fine alla terza repubblica e diede inizio alla quarta.
Il 9 luglio l’assemblea nazionale affidò al presidente del Consiglio il compito di promulgare una nuova costituzione, che si basò su un ritorno alle tradizioni dell’ancien regime: culto dell’autorità, difesa della religione, famiglia, piccola proprietà, corporazioni. In politica estera la Repubblica di Vichy si ridusse al rango di Stato-satellite della Germania.

ITALIA.
Nel maggio 40 Mussolini spazzò via le sue preoccupazioni visto l’esito dei francesi contro i tedeschi.
Convinse anche i settori della classe dirigente meno favorevoli allo scontro : il re, gli industriali, i moderati fascisti e i vertici militari. Anche l’opinione pubblica si esaltò davanti alla prospettiva di vittoria da ottenersi con pochissimo sforzo. (“qualche migliaio di morti da gettare sul tavolo della pace” cit. Mussolini).
Gli italiani il 21 giugno ’40 sferrarono un’offensiva sulle Alpi ai Francesi, ma si risolse con un armistizio subito richiesto dalla Francia , firmato il 24 giugno, che prevedeva solo qualche minima rettifica di confine e la smilitarizzazione di una fascia di territorio francese di 50 km.
In Africa fu sferrato un attacco a settembre contro le forze inglesi in Egitto, ma l’Italia dovette arrestarsi per l’insufficienza di mezzi corazzati.

TEDESCHI VS INGLESI
Dal giugno ’40 la Gran Bretagna era rimasta l’unica a combattere contro la Germania e i suoi alleati.
Ogni ipotesi di tregua trovò come ostacolo la volontà inglese di non soddisfare le pretese hitleriane, fortemente ispiratore di queste volontà fu il ministro conservatore Churcill.
All’inizio di luglio Hitler diede via al progetto “operazione Leone Marino” contro l’Inghilterra, che consisteva in una battaglia aerea che compensava la superiorità navale inglese.
Questa fu la prima battaglia aerea.
Per 3 mesi l’aviazione aerea tedesca Luftwaffe effettuò incursioni nel territorio britannico, prima contro obiettivi militari poi contro centri industriali. Gli attacchi però vennero contrastati dalla Raf (Royal Air Force) che si valeva di un ottimo avvistamento radar e sistema di informazione.

L’Inghilterra all’inizio dell’autunno non era ancora stata piegata e l’operazione Leone Marino fu rinviata a tempo indefinito.
La Gran Bretagna era riuscita ad imporre alla Germania la prima battuta d’arresto dall’inizio del conflitto.

Un’altra battuta d’arresto fu rappresentata dall’Italia, alleata tedesca, che voleva svolgere una guerra parallela per marcare l’autonomia dal più potente alleato. Mussolini nell’ottobre ’40 attaccò improvvisamente la Grecia, che a fine novembre passò al contrattacco e costrinse l’Italia a ritirarsi in terre albanesi.
Intanto in Africa nel dicembre ’40 gli inglesi lanciavano una controffensiva e Mussolini dovette cedere all’aiuto tedesco delle truppe cappeggiate da Rommel.
Nella primavera del ’41 però l’Africa orientale italiana cadde nelle mani degli inglesi.
Anche nei Balcani l’Italia dovette farsi aiutare dai tedeschi e nell’aprile ’41 Grecia e Jugoslavia furono travolte.
Hitler non aveva più rivali in Europa e iniziò a concentrare le sue forze verso la conquista dello “spazio vitale” a est ai danni dell’Urss.

GERMANIA VS URSS
Stalin si era illuso che Hitler avrebbe attaccato la Russia solo quando avesse sconfitto l’Inghilterra.
Così, quando il 22 giugno 1941 i tedeschi, con l’operazione denominata “Barbarossa”, attaccarono su due fronti la Russia, furono colti impreparati.
L’offensiva si svolse su due direttrici: una a nord, attraverso le regioni Baltiche, e una a sud, con l’obiettivo di raggiungere le zone petrolifere del Caucaso. Ma l’attacco decisivo a Mosca fu sferrato troppo tardi e così Hitler aveva mancato l’obiettivo e obbligato il suo esercito a passare un rigido inverno nelle terre russe; la guerra si trasformò in guerra di usura.

Allo scoppio del conflitto gli Stati Uniti si erano dichiarati non belligeranti, ma quando Roosevelt fu rieletto nel 40 strinse un patto con la Gran Bretagna e fece approvare la legge detta “degli affitti e prestiti” che consentiva la fornitura di materiale bellico a condizioni molto favorevoli a quegli stati che erano ritenuti vitali per gli interessi militari.
Il 14 agosto 1941 Roosevelt si incontrò con Churchill su una nave al largo dell’isola di Terranova e stesero un documento di 8 punti, chiamato “carta atlantica” in cui si ribadiva la condanna ai regimi fascisti, si fissavano le linee di un nuovo ordine democratico, rispetto della sovranità popolare, libertà dei commerci, dei mari, cooperazione internazionale, rinuncia all’uso della forza nei rapporti tra gli Stati.

A trascinare gli Stati Uniti nel conflitto fu l’attacco sferrato a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 da parte del Giappone, che era il principale alleato dell’Italia e della Germania, in base al patto di alleanza detto tripartito (stipulato del 1940).
Quando nel luglio ’41 i giapponesi invasero l’Indocina francese, Stati Uniti e Gran Bretagna reagirono decretando il blocco delle esportazioni verso il Giappone; l’attacco a Pearl Harbor fu la risposta al blocco.
Nel maggio 42 i Giapponesi controllavano le Filippine, la Malesia e la Britannia, l’Indonesia olandese ed era in grado di minacciare l’Australia e l’India.
Pochi giorni dopo l’attacco a Pearl Harbor anche Italia e Germania dichiararono guerra agli Stati Uniti.
Gli anglo-americani e i sovietici nella conferenza di Washington ,che si tenne tra il dicembre 41 e gennaio 42, sottoscrissero il patto detto “delle Nazioni Unite” in cui si impegnavano a tenere fede ai principi della Carta Atlantica, a combattere le potenze fasciste, a non concludere armistizi o paci separate.
A questo punto il conflitto divenne mondiale.

Nella primavera-estate ’42 le potenze del patto “tripartito” raggiunsero la massima espansione.
Il Giappone dominava il Sud-est asiatico.
L’Asse europea (Germania – Italia) controllavano direttamente o indirettamente 6 milioni di km quadrati.
Avevano come alleati minori : Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Croazia, Francia di Vichy, Olanda, Norvegia, Boemia (Ultimi 3 avevano commissari tedeschi).
Spagna, Turchia, Svezia erano dichiarate neutrali, ma incluse nella sfera politico-economica tedesca.
Sia Giappone che Germania cercarono di costruire un nuovo ordine, basato sulla supremazia della nazione eletta. Ma mentre il Giappone si appoggiò ai movimenti indipendentisti interni agli stati, la Germania non concesse nulla alle esigenze di autogoverno dei popoli a essa soggetti.
Un trattamento inumano lo riservò ai popoli slavi, che erano reputati inferiori. Circa 8 milioni tra sovietici e polacchi morirono in condizioni di schiavitù.
Ma la persecuzione più orribile fu riservata agli ebrei, che furono prima confinati nei ghetti, obbligati a portare al braccio una stella gialla, poi deportati nei campi di prigionia (Lager) situati nella Polonia o Germania. Venivano sfruttati fino alla consunzione fisica, usati per esperimenti medici e una volta che non erano più in grado di lavorare, uccisi nelle camere gas.
Fra i 5 e i 6 milioni di ebrei morirono negli anni della guerra.
Il sistema di sfruttamento permise alla Germania una riserva di forza-lavoro gratuita, flusso continuo di materie prime, prelievo di ricchezza e di beni di consumo.
Tale sistema provocò anche un’ondata di odio contro l’invasore nazista.
Ma la resistenza assunse un ruolo scarso e tra le potenze nemiche non ci fu mai una grande collaborazione.
In tutti i Paesi occupati dalla Germania o da essa controllati vi fu una parte più o meno consistente di aderenti al nazismo. Il caso più importante fu la Repubblica di Vichy.


LA SVOLTA
Fra il 1942 e il 43 l’andamento della guerra subì una svolta decisiva.
L’America riuscì a tenere testa ai giapponesi e si scontrarono nelle battaglie delle isole Midway e del Mar dei Coralli. (primi scontri dopo le flotte si abbattevano senza vedersi, bombardandosi da apparecchi che partivano dai portaerei).
In agosto i tedeschi iniziarono l’assedio a Stalingrado, ma i russi riuscirono a chiudere in una morsa i tedeschi che furono costretti a ritirarsi.
Negli stessi anni gli inglesi sconfissero a El Alamein il contingente italo-tedesco capeggiato da Rommel, intanto un altro contingente alleato inglese sbarcò in Algeria e in Marocco, così che accerchiarono gli italo-tedeschi che furono costretti a ritirarsi.
Nel gennaio 43 tennero una conferenza di Casablanca gli inglesi e americani, dove decisero di intraprendere una campagna di conquista in Italia, ritenuta obiettivo facile. Altra decisione fu quella della “resa incondizionata” da imporre agli avversari: la guerra sarebbe durata fino alla vittoria finale.
La campagna in Italia iniziò il 12 giugno 1943 con la conquista dell’isola di Pantelleria, poi il 10 luglio con lo sbarco in Sicilia.
Ciò segnò la caduta del regime fascista che aveva già visto momenti di debolezza come nel marzo 43 con gli scioperi degli operai, partiti da Torino.
A determinare la caduta di Mussolini fu una congiura partita dalla corona, che unito ad alcuni esponenti prefascisti tentarono di portare il Paese fuori dalla guerra e di salvare la monarchia. Il pretesto formale fu in una riunione del Gran Fascismo, tenutasi fra il 24 e il 25 luglio 1943 e conclusa con l’invito , elaborato da Grandi, al re di riassumere le sue funzioni di comandante supremo delle forze armate. Mussolini il 25 luglio venne fatto dimettere dal re e incarcerato.
Il capo del governo divenne Badoglio.

Dopo la caduta di Mussolini il governo Badoglio proclamò che nulla sarebbe cambiato, ma allacciò trattative di pace con gli alleati in segreto.
L’armistizio venne firmato il 3 settembre 1943, ma reso noto solo l’8 settembre, in coincidenza con lo sbarco alleato a Salerno.
Le truppe italiane abbandonate a se stesse non riuscirono ad opporre resistenza organizzata ai tedeschi e i militari italiani vennero fatti prigionieri e deportati in Germania.
Gli episodi di resistenza furono puniti con dei veri e propri massacri, esempio : nell’isola di Cefalonia fu sterminata un’intera divisione italiana.
I tedeschi riuscirono a bloccarsi fino alla primavera del ’44 lungo la linea Gustav (Sud di Pescara).
A partire dal settembre 43 l’Italia fu anche divisa al suo interno in due entità statali distinte.
Il 12 settembre 43 Mussolini venne liberato dalla prigionia del Gran Sasso, da dei paracadutisti tedeschi.
Pochi giorni dopo diede vita alla Repubblica sociale italiana, a un nuovo Partito fascista repubblicano e a un nuovo esercito che continuasse a combattere soprattutto il movimento partigiano.
Le regioni del centro-Nord divennero quindi sede di guerra civile.
I partigiani agivano soprattutto lontano dai centri abitati, ma comunque nelle città erano presenti i Gruppi di azione patriottica (GAP), piccole formazioni di 3/4 persone che compivano attentati contro personalità tedesche o “Repubblichine”  (Repubblica di Salò).
Questi attentati venivano poi puniti però dai tedeschi con le rappresaglie. Celebre e spietata quella del marzo del 44 in cui vennero fucilati 335 uomini nelle Fosse Ardeatine.
I partigiani si organizzarono a seconda dell’orientamento politico: 1. Brigate Garibaldi, comunisti. 2. Formazioni di Giustizia e Libertà, si ricollegavano al movimento antifascista del ’30. 3.Brigate Matteotti, socialisti. 4. Formazioni cattoliche/bande autonome.
Già prima della caduta del fascismo era sorto il Partito d’azione (Pda), e la Democrazia Cristiana (DC). Dopo il 25 luglio era sorto il Partito liberale (Pli) e rinacquero il Partito Repubblicano (Pri) e quello socialista (Psiup) Partito socialista di unità proletaria. Anche i comunisti riuscirono a ricostruire buona parte del gruppo dirigente.
Dopo l’8 settembre i rappresentanti di sei partiti (Pli, Pci, Psiup, Dc, Pda, Democrazia del lavoro di Bonomi) si costituirono in Comitato di liberazione nazionale (Cln).
Nell’ottobre 43 l’Italia dichiarò guerra alla Germania.
Il contrasto tra Cln e il governo Badoglio fu sbloccato solo nel marzo 44 dall’inattesa e spregiudicata iniziativa del leader comunista Togliatti che propose di accantonare ogni pregiudiziale contro il re o contro Badoglio e di formare un governo di unità nazionale, capace di lottare il fascismo, si formò infatti il 24 aprile 44 il governo presieduto sempre da Badoglio e comprendente i rappresentanti dei partiti del Cln.
Nel giugno 44 Umberto (figlio di V.E.III) assunse la luogotenenza generale del Regno e Badoglio si dimise e prese il suo posto Bonomi.
Le formazioni partigiane avevano come guida politica il Cln Alta Italia e si organizzarono in attentati contro i tedeschi sempre più spesso, malgrado le rappresaglie tedesche. La più terribile fu quella di Marzabotto dopo vennero uccisi 770 civili.
Nell’autunno 44 l’offensiva anglo-americana si arrestò lungo la linea gotica fra rimini e La Spezia e i partigiani vissero un duro momento, solo nell’aprile 45 con l’avanzata degli alleati la Resistenza si potè preparare all’offensiva finale. Il 25 aprile il Cln lanciò un ordine di insurrezione generale contro il nemico in ritirata (tedeschi che si stavano ritirando da Milano).
Mussolini tentò di fuggire ma il 28 aprile venne fucilato dai partigiani e il suo cadavere venne appeso peri piedi a piazzale Loreto.

Fra il 43 e 44 i Russi si organizzarono con gli alleati per effettuare l’operazione Overlord, nome in codice dello sbarco in Normandia, piano complicato che scattò all’alba del 6 giugno 44 dopo una lunga serie di bombardamenti.
Nell’autunno 44 il fronte degli alleati tedeschi si stava sfaldando, il suo territorio era continuamente bombardato, la Grecia era stata liberata dagli inglesi, mentre Belgrado venne liberata dai russi e i partigiani jugoslavi.
Nemmeno questi attacchi però servirono a piegare la determinazione di Hitler.
Nell’ottobre 44 si svolse la conferenza di Mosca dove Churcill e Stalin abbozzarono una divisione in sfere d’influenza dei paesi balcanici che in contrasto con la Carta Atlantica non teneva conto della volontà dei popoli interessati.
Nel febbraio 45 Roosevelt, Churchill e Stalin si incontrarono a Yalta in Crimea per stabilire tra l’altro che Berlino e la Germania sarebbero state divise in 4 zone e che le popolazioni si sarebbero dovute esprimere mediante elezioni e che la Polonia si sarebbe divisa fra le componenti comuniste e quelle filo-occidentali. In cambio l’Urss si impegnò a entrare in Guerra contro il Giappone.
All’inizio del 45 i sovietici raggiunsero Vienna e Praga e gli anglo-americani dilagavano nel cuore della Germania, il 25 aprile giunsero all’Elba congiungendosi con i sovietici e accerchiando Berlino.
Il 30 aprile Hitler si suicidò e nel bunker sotterraneo e lasciò la presidenza a Donitz che offrì subito la resa agli alleati.
Il 7 maggio 45 fu firmato l’atto di capitolazione delle forze tedesche.
I combattimenti cessarono l’8/9 maggio.

LA FINE DELLA GUERRA CON LA BOMBA NUCLEARE
Nell’estate 45 gli alleati erano pronti a portare a termine gli scontri con i giapponesi, che non riuscivano a sconfiggere per l’uso ricorrente dei kamikaze e per un eccezionale accanimento.
Il nuovo presidente americano Truman (Roosevelt morì il 12 aprile 45) decise di impiegare la nuova arma totale, la bomba atomica.
Il 6 agosto 1945 la fece cadere su Hiroshima mentre il 9 agosto su Nagasaki.
Il 15 agosto dopo che anche l’Urss dichiarò guerra al Giappone, l’imperatore offrì la resa senza condizioni e il 2 settembre 1945 si concluse con un armistizio la seconda guerra mondiale.

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