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Cause ed eventi principali della seconda guerra mondiale

La causa principale della seconda guerra mondiale è stata la volontà d’espansione della Germania ai danni d’altri paesi europei. Anche il Giappone, dominato da una casta militare di destra a capo della quale era l’imperatore Hirohito , voleva espandersi nell’oriente asiatico, pertanto si era impadronito della Manciuria, sottraendola alla Cina. Inoltre è da ricordare la politica antisemita della Germania, in quanto Hitler voleva la sua razza pura, sterminando gli ebrei con la cosiddetta “ Soluzione finale”, ossia eliminazione totale della razza ebraica.
Nel 1936 Hitler invade la Renania e stabilisce con Mussolini un patto d’alleanza, chiamato Asse Roma –Berlino al quale l’anno successivo aderisce anche il Giappone (Asse Roma-Berlino-Tokio).
Nel 1938 la Germania, dichiarando di voler unificare sotto il suo dominio tutti i tedeschi, invade l’Austria proclamandone l’annessione; quindi pretese il territorio dei Sudeti, una regione della Cecoslovacchia ove era presente una forte minoranza tedesca. Per risolvere la questione dei Sudeti, fu convocata la conferenza di Monaco fra Italia, Germania, Inghilterra, Francia, nella quale fu riconosciuta l’annessione dei Sudeti alla Germania a patto che Hitler rinunciasse al resto del paese. Ma pochi mesi dopo, i tedeschi occupano tutta la Cecoslovacchia e l’Italia s’impadronisce dell’Albania conferendone la corona a Vittorio Emanuele III.

Intanto, nel 1939, Hitler e Mussolini firmano il Patto d’acciaio col quale l’Italia s’impegna a combattere a fianco della Germania, in caso di guerra. Hitler quindi spostò il suo interesse alla Polonia, rivendicando la città libera di Danzica, ma l’Inghilterra si oppose e si alleò alla Polonia; sicché Hitler cercò di garantirsi la neutralità dell’URSS firmando con essa un patto di non aggressione le cui clausole segrete prevedevano la spartizione della Polonia tra le due potenze. Il patto venne firmato a Mosca, il 23 agosto 1939, dal Ministro degli Esteri sovietico Vjačeslav Molotov e dal Ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop.

Il 1° settembre 1939, i tedeschi invasero la Polonia; il 3 settembre 1939 Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania. La seconda guerra mondiale era iniziata. Schieramenti principali: Germania, Italia, Giappone; Gran Bretagna , Francia, URSS, USA.
La prima fase del conflitto ( settembre 1939, giugno 1941) si svolse favorevolmente alla Germania. La strategia tedesca era basata sulla guerra lampo, un’offensiva massiccia e travolgente condotta con l’impiego dell’aviazione e dei mezzi corazzati. In poche settimane la Polonia fu conquistata; frattanto i sovietici invadevano il paese da oriente, sicché la Polonia venne spartita tra le due nazioni. Quindi la Russia occupò la Bessarabia, in Romania, incorporò l’Estonia, la Lettonia, la Lituania e strappò la Carelia alla Finlandia. Hitler aggredisce la Danimarca e la Norvegia per garantirsi il controllo sul mare del Nord. Il 10 maggio, 1940 iniziò l’offensiva tedesca verso Occidente. Dopo aver invaso il Belgio e l’Olanda, violandone la neutralità, i tedeschi aggirando la linea Maginot ( un poderoso sistema di fortificazioni , destinato a proteggere il confine orientale della Francia ), puntarono su Parigi che venne occupata il 14 giugno; a Nord la Francia fu sottoposta all’occupazione tedesca mentre nel centro Sud si formò un governo collaborazionista presieduto dal maresciallo Pètain, con capitale Vichy.

L’Italia in guerra
Mussolini intanto aveva dichiarato la propria non belligeranza, consapevole del fatto che l’Italia in quel momento non era in grado di partecipare ad un conflitto di tale portata; ma poi temendo un’eventuale irritazione da parte di Hitler, qualora l’Italia non avesse onorato il Patto d’Acciaio, decide di entrare in guerra ( 10 giugno 1940 ). Il 21 giugno si svolse l’offensiva sulle Alpi contro la Francia che si risolse in una grossa prova di inefficienza per gli italiani, malgrado la loro superiorità numerica. Il 24 giugno il generale Huntziger e il maresciallo Badoglio, con la firma dell'armistizio di Villa Incisa, posero fine al conflitto diretto con la Francia. Le ostilità sulle Alpi cessarono alle 0:35 del 25 giugno.
La strategia italiana prevedeva una guerra parallela a quella della Germania, cioè nessuna operazione in comune, ma azioni autonome. Il 28 Ottobre 1940, l’Italia attaccò la Grecia; ma la resistenza dei greci arrestò l’avanzata italiana. La situazione fu sbloccata da Hitler che dopo aver invaso la Jugoslavia, si ricongiunse alle truppe italiane in Grecia conquistandola; quindi i tedeschi occuparono la Romania, l’Ungheria e la Bulgaria. Anche sul fronte africano, la guerra parallela si trasformò di fatto in guerra diretta dalla Germania. Dopo qualche iniziale successo italiano, la Somalia , l’Eritrea e l’Etiopia passarono sotto il controllo britannico ( il 6 aprile 1941 fu occupata Addis Abeba dove pochi giorni dopo rientrava trionfalmente il negus); nell’Africa settentrionale rimaneva agli italiani solo la Libia che però fu occupata per metà dall’esercito inglese e soltanto l’arrivo di truppe corazzate tedesche, al comando del generale Rommel, salvò per il momento gli italiani dal disastro. Sotto la guida di Rommel, detto: “La volpe del deserto”, le truppe italo-tedesche riuscirono nel 1942, a penetrare in Egitto fino ad 80 chilometri da Alessandria.

Primo insuccesso per hitler
Occupata la Francia, Hitler decide di invadere l’Inghilterra utilizzando la via del mare e quella aerea. La lunga battaglia d’Inghilterra ( luglio – settembre 1940 ), combattuta dalle due aviazioni, si concluse con un insuccesso per Hitler in quanto gli inglesi disponevano del radar per avvistare gli aerei nemici, strumento che i tedeschi non conoscevano.

1941: una data da ricordare
Nel 1941 due avvenimenti importanti diedero alla guerra una svolta decisiva: l’attacco tedesco all’Unione Sovietica e l’entrata degli Stati Uniti nel conflitto. Il piano d’invasione dell’URSS fu definito : “Operazione Barbarossa”; il 22 giugno 1941, un esercito di oltre 3.000.000 di uomini (cui prese parte anche un gruppo di spedizione italiana) penetrò in Unione Sovietica, dirigendosi a Nord verso Leningrado, al centro , verso Mosca, a Sud verso l’Ucraina. Leningrado fu sottoposta ad un terribile assedio, ma senza successo per i tedeschi . Hitler, inoltre, non raggiunse il suo obiettivo di occupare Mosca, sia per l’inverno rigido che arrestò l’invasione nazista, sia a causa della tattica della “terra bruciata”, già impiegata contro Napoleone che sottraeva agli invasori la possibilità di rifornirsi di prodotti russi.

Frattanto anche il Giappone aveva deciso di scatenare l’aggressione; infatti, povero di materie prime, sin dal 1937, aveva dato inizio ad un’aggressiva politica di espansione territoriale con la quale aveva occupato buona parte della Cina. Quindi, nel luglio del 1941 aveva invaso l’Indocina francese. Come risposta, gli U.S.A. e la Gran Bretagna decretarono il blocco del petrolio e di materie prime ai giapponesi e lanciarono un ultimatum al governo nipponico affinché abbandonasse l’Indocina e la Cina. Il Giappone, allora, attaccò la flotta americana del Pacifico, nella rada di Pearl Harbor nelle Hawai. Il 12 dicembre 1941, Roma e Berlino dichiararono guerra agli Stati Uniti; con l’ingresso di questi ultimi nel conflitto, la guerra era divenuta ormai mondiale.

La disfatta dell’asse e la fine della guerra.
Nel 1942 le forze dell’Asse avevano raggiunto la loro massima espansione territoriale. Il Giappone, da parte sua, dominava su tutto il Sud-Est asiatico, su vaste zone della Cina e su molte isole del Pacifico. Ma la persecuzione più orribile e più spietata fu quella consumata contro gli ebrei; deportati nei lager ( Auschwitz, Birkenau, ecc.), venivano sfruttati fino alla consunzione fisica, usati talora come cavie per esperimenti medici ed eliminati in massa nelle camere a gas. La “soluzione finale” del problema ebraico, progettata da Hitler, portò alla morte circa 6 milioni di ebrei cui vanno aggiunti circa mezzo milione di zingari. Tuttavia nell’Europa sottoposta alla dominazione nazifascista si svilupparono quasi ovunque movimenti di resistenza, i quali pur essendo diversi per composizione erano tutti accomunati dall’ideale di libertà. La resistenza ebbe un significato soprattutto politico, in quanto dimostrò la volontà dei popoli europei di non piegarsi al dominio nazifascista. La Francia fu il primo paese a organizzare una resistenza, ma movimenti di opposizione sorsero anche in Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Cecoslovacchia, Polonia. Grandi movimenti di resistenza si ebbero anche nei Balcani: nella Iugoslavia l’esercito popolare di liberazione di Tito liberò il paese dall’occupazione tedesca senza alcun aiuto militare dall’esterno. A partire dalla seconda metà del 1942, le sorti del conflitto volsero progressivamente a favore degli angloamericani e dei sovietici. Un primo evento decisivo si verificò sul fronte orientale: a Stalingrado si svolse una drammatica battaglia , combattuta sulle strade e nei quartieri della città; i tedeschi non riuscirono a prendere la città e ciò segnò l’inizio della resa dell’armata tedesca. Negli stessi mesi in cui tedeschi e sovietici si scontravano a Stalingrado, un’altra decisiva battaglia vedeva l’esercito britannico impegnato nel deserto del Nord Africa contro il contingente italo-tedesco del generale Rommel: quella di El Alamein con la quale le truppe dell’Asse vennero costrette alla ritirata. L’elemento che determinò in modo irreversibile la disfatta dell’Asse Roma-Berlino fu l’intervento degli Stati Uniti nella guerra. Il primo teatro d’intervento delle forze statunitensi fu l’Africa settentrionale; nel novembre 1942 le forze angloamericane sbarcarono in Marocco, conquistarono l’Algeria e insieme ai francesi del generale De Gaulle costrinsero italiani e tedeschi ad abbandonare l’Africa. Dopo la vittoria sul fronte dell’Africa settentrionale, il 10 Luglio 1943, gli alleati sbarcarono in Sicilia. Il 25 Luglio 1943, il duce fu costretto a dimettersi e dopo essere stato arrestato, fu condotto sul Gran Sasso. L’era del fascismo si era conclusa. Il re affidò il governo al maresciallo Pietro Badoglio il quale firmò l’armistizio con gli anglo-americani. L'armistizio di Cassibile o armistizio corto, siglato segretamente il 3 settembre del 1943, è l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità contro le forze alleate nell'ambito della seconda guerra mondiale. In realtà non si trattava affatto di un armistizio ma di una vera e propria resa senza condizioni. Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente citato come "8 settembre", data in cui fu pubblicamente reso noto prima dai microfoni di Radio Algeri da parte del generale Dwight D. Eisenhower e, poco più di un'ora dopo, alle 19.42, confermato dal proclama del maresciallo Pietro Badoglio.

L’esercito abbandonato a se stesso, si sbandò. Mentre il re e Badoglio fuggivano da Roma, rifugiandosi a Brindisi sotto la protezione degli alleati, i tedeschi occuparono la parte centro settentrionale del Paese, fermando a Cassino l’avanzata degli anglo.americani. Mussolini, liberato dai tedeschi il 12 Settembre 1943, fondò la Repubblica sociale italiana con capitale Salò. Ebbe così inizio in Italia, la lotta di liberazione.
Lo sbarco di Anzio
Anzio è conosciuta a livello internazionale per essere stata teatro di una delle più celebri azioni della seconda guerra mondiale: lo sbarco che da essa prende il nome. Il giorno 22 gennaio 1944 gli eserciti alleati iniziarono a sbarcare su un'ampia fascia costiera (Anzio e Nettuno rappresentarono tuttavia i perni di tutta l'operazione) con l'obiettivo di una rapida conquista della capitale. Roma, situata a soli cinquanta chilometri di distanza, o poco più, venne tuttavia liberata solo quattro mesi e mezzo più tardi, il 4 giugno 1944.
Il 6 Giugno 1944 si ebbe lo sbarco in Normandia, un’imponente operazione aeronavale comandata dal generale Eisenhower che travolse le difese tedesche e condusse alla liberazione del Belgio e di quasi tutta la Francia. Il 25 Agosto, infine i soldati di De Gaulle, entrarono a Parigi che con un’insurrezione aveva cacciato i tedeschi. Frattanto sul fronte italiano, dopo la liberazione di Roma, la lenta avanzata degli alleati si era arrestata lungo la linea gotica che andava da Rimini a La Spezia. Sul fronte orientale intanto, l’armata rossa era avanzata fino a Varsavia; sotto l’avanzata russa i Paesi dell’Europa centrale e balcanica Ungheria, Romania, Bulgaria firmarono l’armistizio con i sovietici. Quindi, per costringere la Germania alla resa, l’aviazione americana bombardò non solo obiettivi militari, ma anche intere città: nel solo bombardamento di Dresda, morirono oltre centomila civili. La Germania venne ridotta ad un cumulo di macerie. Nella primavera del 1945, si ebbe la stretta finale: la tenaglia degli angloamericani da una parte e dei sovietici dall’altra si chiuse sulla Germania. Il 30 Aprile 1945 Hitler si tolse la vita e il 7 Maggio, la Germania firmò la resa senza condizioni.

La guerra era finita in Europa, ma continuava in Estremo Oriente. Sicché il presidente americano Harry Truman decise di usare la bomba atomica contro il Giappone. Il 6 Agosto 1945, la prima bomba atomica fu sganciata su Hiroshima, causando circa 100.000 vittime; tre giorni dopo un’altra bomba atomica colpiva Nagasaki. Il due settembre il Giappone firmò la resa. La guerra era finita, ma si apri l’inquietante futuro dell’era atomica.

La resistenza italiana
Per Resistenza italiana (chiamata anche Resistenza partigiana o più semplicemente Resistenza) s’intende l'opposizione, militare o anche soltanto politica, condotta nell'ambito della seconda guerra mondiale contro l'invasione d'Italia da parte della Germania nazista e nei confronti degli occupanti e della Repubblica Sociale Italiana da parte di liberi individui, partiti e movimenti organizzati in formazioni partigiane, nonché delle ricostituite forze armate del Regno del Sud che combatterono a fianco degli Alleati. Il movimento resistenziale - inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista - fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, monarchici, anarchici). I partiti animatori della Resistenza, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, CLN, avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.
La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica italiana. Infatti, l'Assemblea costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della Democrazia e dell'Antifascismo.
Il periodo storico individuato comunemente come Resistenza italiana inizia, per convenzione storiografica ormai consolidata, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e termina alla fine del mese di aprile 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fa riferimento all'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano. Mussolini che stava tentando di fuggire in Svizzera, fu catturato e fucilato dai partigiani insieme all’amante Claretta Petacci; il suo cadavere, impiccato per i piedi, fu esposto per alcune ore a piazzale Loreto, a Milano.

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