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Rivoluzione russa - Febbraio 1917

All'entrata in guerra, la Russia era clamorosamente arretrata rispetto agli altri stati europei, essa era ancora governata da un monarca assoluto(Zar),e anche se nel 1905 era stata istituita una camera dei deputati (Duma), lo Zar la scavalcava sistematicamente. Inoltre, l' 80% della popolazione lavorava in un'agricoltura molto arretrata e l'industria era concentrata nelle grandi città.

Febbraio 1917

La guerra peggiorò ulteriormente la situazione e nel 23 Febbraio 1917, a Pietroburgo, si ebbero le prime manifestazioni: queste crebbero quando si mobilitarono sempre più lavoratori e nel 24-25 Febbraio si ebbe un grande sciopero generale; le autorità si affidarono all'esercito ma i soldati si schierarono dalla parte dei manifestanti. Quando lo Zar Nicola II tentò di richiamare truppe dal fronte, i ferrovieri non collaborarono e la situazione di caos che si andò a creare portò la sua abdicazione.

Il governo provvisorio divenne la Duma, formata da esponenti liberali e moderati; al di fuori ,invece, vennero eletti dei soviet, cioè organi di autogoverno formati da soldati e operai, che erano l'effettiva espressione della volontà cittadina.

Menscevichi e Bolscevichi

Il partito socialdemocratico russo era diviso in 2 parti:
-Menscevichi: Seguivano pienamente la teoria del marxismo per cui, per arrivare al comunismo, erano necessarie 3 fasi: fase borghese, in cui il governo rappresentava la borghesia (fase che in Russia non c'è mai stata); dittatura del proletariato, il quale doveva combattere e abbattere la borghesia;
comunismo
, ovvero l'estinzione dello Stato.
-Bolscevichi: Essi erano meno radicali e affermavano che dallo zarismo si sarebbe dovuto passare direttamente al comunismo (che per loro coincideva con la dittatura del proletariato.

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