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-La Russia Rivoluzionaria: due rivoluzioni, una a Febbraio e l’altra ad Ottobre-

La Russia è il paese con maggiori perdite a causa della Guerra, a causa dei pessimi armamenti in dotazione ai soldati.
Oltre a ciò, si aggiunse anche il fatto che la produzione agricola ed industriale non era abbastanza a soddisfare la domanda dei mercati dei cittadini, visto che era tutta assorbita dalle richieste di rifornimenti ai combattenti.
Inoltre anche il commercio navale nel Mare del Nord era disturbato dal blocco navale inglese e dalle incursioni sottomarine tedesche.
A peggiorare definitivamente la situazione giunse anche una cattiva annata agricola nel 1916, a causa della quale i prezzi dei beni alimentari salirono alle stelle.

San Pietroburgo, ribattezzata in Pietrogrado, era la città che ospitava i palazzi del Governo e della Duma, oltre a tante fabbriche; gli operai delle fabbriche dal 1917 sono in agitazione, effettuano scioperi per ottenere aumenti di salario; nel febbraio dello stesso anno scendono in piazza anche le donne che vogliono celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

Alle donne si uniscono gli operai, e ha inizio una grande protesta.
Il governo ordina dunque all’esercito di intervenire sparando sulla folla, ma qualche reparto dell’esercito non vuole obbedire agli ordini ed in parte si ammutinano.
La manifestazione quindi dilaga e diventa rivoluzione, infatti Pietrogrado è in mano agli insorti.

Lo zar Nicola II cerca di tornare a Pietrogrado, ma ormai l’unica soluzione per salvare la monarchia è una sua abdicazione a favore di suo fratello, il granduca Michele.
Il granduca Michele non viene riconosciuto zar dall’Assemblea Costituente, poiché essa non era stata convocata, quindi ha così fine la dinastia Romanov.

La Russia diventa così una Repubblica con un governo provvisorio, presieduto da Georgy L’vov e composto anche da menscevichi e social-rivoluzionari.
Il nuovo governo decide che la Russia continuerà a combattere in guerra; ciò non era in linea con quello che si aspettavano gli operai e i contadini.
Quest’insoddisfazione è raccolta nei Soviet, comitati di operai e di soldati, che vogliono che la guerra finisca al più presto.

Ad aprile del 1917 il governo tedesco mette a disposizione di Lenin un treno, in modo che egli possa tornare a Pietrogrado.
Lenin era favorevole all’uscita dalla guerra della Russia ed è per questo motivo che il governo tedesco era favorevole a far tornare Lenin in Russia, in modo che con la sua influenza facesse uscire poi la Russia dal conflitto mondiale.

Il ministro della guerra del governo L’vov è Aleksandr Kerenskij, il quale pensava che per il governo dovrebbe giocare il tutto per tutto per imporsi e che quindi sarebbe utile la vittoria militare, ma ciò non avvenne, infatti l’offensiva contro gli Austriaci fece disfare l’esercito.

Infatti a Pietrogrado ora i soldati e gli operai tentano rivolte popolari per fermare i reparti dell’esercito; il tentativo fallisce per l’intervento di truppe fedeli al governo.
Però in queste circostanze, L’vov da le dimissioni da Primo Ministro ed è sostituito da Kerenskij, che fa arrestare i capi bolscevichi che avevano comportamenti antipatriottici; Lenin scappò e non venne arrestato.
Dopo tutto ciò, il generale Kornilov tentò un Colpo di Stato con un corpo di cavalleria dell’esercito.
Per bloccarlo, Kerenskij ha bisogno del sostegno di tutti, anche della sinistra bolscevica; dunque, i capi bolscevichi vengono liberati ed il tentativo di Kornilov viene bloccato.
I Bolscevichi ora vengono visti come i veri salvatori della Rivoluzione e sono ormai pronti a sostituire il governo Kerenskij.

Infatti tra il 24 e il 25 ottobre 1917 ha inizio l’insurrezione bloscevica.
I soldati filobolscevichi e le Guardie Rosse compirono un vero e proprio Colpo di Stato militare, espugnando ed occupando il Palazzo d’Inverno, la sede del governo.
I Bolscevichi quindi formano il governo, presieduto da Lenin, e a cui fanno parte come ministri Trotskij e Stalin.
Il nuovo governo voleva trattare con gli Imperi Centrali per arrivare ad una pace senza annessioni né indennizzi e voleva anche che tutte le proprietà terriere dei possidenti e della Chiesa fossero confiscate.
Inoltre iniziarono a cercare di ottenere consensi da tutto il popolo, in modo da porre le basi per un regime politico dittatoriale a partito unico.

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