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Le rivoluzioni del 1848

L' anno delle rivoluzioni

Il 1848 fu un anno di rivoluzioni il Francia, in Austria, in Germania, e in Italia. L' aspirazione al cambiamento esisteva in tutti e quattro i paesi, ma le rivoluzioni ebbero svolgimenti diversi e i rivoluzionari si posero obiettivi differenti: in Francia furono molto forti le motivazioni sociali, in Austria e in Germania vennero richieste maggiori libertà politiche, mentre in Italia i rivoluzionari aspiravano, oltre che alla libertà anche all' indipendenza.

Una catena di insurrezioni

La prima insurrezione si verificò in Italia, e avvenne il 12 gennaio a Palermo. Era una rivolta contro il governo borbonico, che convinse il re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone a concedere la costituzione. Le cause della rivolta furono le aspirazioni autonomistiche, il desiderio di ottenere riforme che garantissero le libertà politiche. L' insurrezione che diede avvio al movimento rivoluzionario europeo scoppiò a Parigi il 22 febbraio e si concluse due giorni più tardi. Subito dopo fu proclamata la repubblica. Il 27 febbraio iniziarono le agitazioni in Germania; due giorni dopo la popolazione di Vienna diede vita a una serie di manifestazioni che durarono per due settimane. Il moto rivoluzionario si propagò rapidamente dal centro dell' Impero austriaco alla periferia, assumendo un carattere ancora più dirompente. Il 17 marzo insorse Venezia e il giorno seguente Milano: oltre alla liberà i veneziani e milanesi chiedevano anche l' indipendenza. Dopo cinque giorni di combattimenti per le strade gli austriaci dovettero abbandonale la città lombarda. Ormai la struttura istituzionale dell' Impero austriaco stava entrando in crisi: la ribellione si estese e l' 11 aprile gli ungheresi ottennero una costituzione. Questa prima fase della rivoluzione si concluse a Vienna. Il 14 maggio una manifestazione che si svolse con una grande partecipazione popolare costrinse l' imperatore a concedere libere elezioni.

L' unità “piccolo-tedesca” e “grande-tedesca”

Le manifestazioni e le rivolte popolari scoppiate in Germania costrinsero il re di Prussia Federico Guglielmo IV a indire le elezioni per la formazione di un' assemblea che elaborasse una costituzione. Le aspirazioni liberali avevano trovato spazio in alcuni Stati minori della Germania, mentre proprio la Prussia era rimasta esclusa dalle riforme. In aprile il parlamento prussiano abolì le servitù feudali, proclamò la libertà di stampa, il suffragio universale maschile, il controllo del parlamento sul bilancio statale e la parità delle confessioni religiose. Ma l' opinione pubblica prussiana e tedesca puntava, all' unificazione. Si fronteggiavano due ipotesi unitarie, quella di un unità “piccolo-tedesca”, sotto la guida prussiana,che comprendesse soltanto i territori della Germania e escludesse perciò l' Austria; e quella di un unità “grande-tedesca”, che avrebbe compreso anche l' Austria e sarebbe stata egemonizzata dagli Asburgo. A maggio si riunì a Francoforte un' assemblea nazionale composta da deputati da ogni parte della Germania. Alla fine prevalse la soluzione “piccolo-tedesca” e nel marzo del 1849 fu approvata una costiuzione che prevedeva la formazione di uno Stato tedesco, la cui corona venne offerta a Federico Guglielmo IV. Ma questi rifiutò, poiché temeva l' opposizione dell' Austria ed elaborò il progetto più limitato di un' opinione dei soli Stati tedeschi del nord. L' Austria però si oppose a questo progetto, che nel novembre del 1850 fu abbandonato.

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