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La rivoluzione Russa

Nel 1917 la Russia si ritira dal conflitto per colpa di una rivoluzione civile. La Russia, prima della rivoluzione civile, ci troviamo nel 1914 ed era governata dal zar Nicola II con il fenomeno dello zarismo simile alla monarchia. Nicola II aveva attuato nel territorio sovietico una politica dispotica, che non consentiva il dissenso, ne permetteva libertà di espressione e stampa. Lo scopo era di riuscire a controllare tutta la popolazione sovietica che per l’80% era fatta da contadini mentre la parte rimanente era costituita da operai e nobili. Lo stato Russo era uno stato prevalentemente agricolo. L’agricoltura praticata era molto arretrata e quindi poco produttiva. I contadini che vivevano in questa realtà avevano una condizione molto dura, non erano altro che “servi della gleba” vivendo una realtà di stampo medievale. Un contadino era un servo della terra, lavorava in un territorio che non era il suo ma apparteneva ai grandi proprietari terrieri che gli davano il minimo indispensabile per poter sopravvivere. Nelle fabbriche gli operai vivevano in una condizione di sfruttamento totale, lavoravano molto intorno alle 13-14 ore giornaliere e venivano malpagati. Le condizioni delle fabbriche erano malsane e non adeguate per gli operai. Di conseguenza dato che la situazione era problematica, frequenti erano le manifestazioni di intolleranza dei contadini e degli operai.

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