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Le riforme nell'Impero asburgico

Durante il lungo regno di Maria Teresa furono realizzate principali riforme nell'Impero asburgico. L'imperatrice prese una complessa serie di provvedimenti tesi a ridurre i particolarismi locali e a separare i vari poteri. L'amministrazione fu accentrata in sei dipartimenti e fu conferito un Consiglio di Stato di sei membri un ruolo decisivo di coordinamento= correttezza formale. Inoltre la redazione del catasto consentì di tassare anche le terre dei nobili,seppure in misura proporzionalmente inferiore a quella dei contadini. Un regolamento del 1744 fissò i criteri per l'istruzione primaria obbligatoria e sollecitò le parrocchie e le autorità signorili a istituire le scuole locali;parallelamente furono creati gli istituti per la formazione dei maestri. Maria Teresa fece anche degli interventi nei confronti delle prerogative del clero:la censura passò nelle mani dello Stato. Alla morte dell'imperatrice,gli successe suo figlio GiuseppeII,che grazie al giurisdizionalismo egli mirò a far passare tutto il potere sul clero nazionale nella mani dello Stato,sotraendoli al pontefice e ai suoi rappresentanti. Furono soppressi i conventi e gli ordini contemplativi,ossia quelli non dediti all'assistenza e all'insegnamento; cntemporaneamente vennero creati seminari generali statali per l'istruzione di tutto il clero. Infine furono abolite le discriminazioni nei confronti dei protestanti e greco-ortodossi e,con la concessione dei diritti civili,emancipati gli ebrei. Per quanto riguarda le riforme giudiziarie,con il codice penale giuseppino furono ridotti i casi puniti con la pena di morte e soppressa la tortura,introdusse il matrimonio civile,la libertà di stampa e diede ulteriore impulso all'istruzione statale. Nel 1781 furono abolite in alcune zone le servitù personali dei contadini e progettò di convertire i diritti signorili in imposta fondiaria.

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