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Restaurazione politica

Benché sconfitta, la Francia conservò in gran parte la propria integrità territoriale (grazie all’interesse delle altre potenze a creare un nuovo equilibrio europeo stabile e duraturo). Russia e Prussia s’ingrandirono espandendosi verso occidente. Gli Stati tedeschi, drasticamente ridotti di numero, furono riuniti in una Confederazione germanica. L’impero asburgico perse Belgio e Lussemburgo, ma ottenne la sovranità sul Lombardo-Veneto e, in generale, una vera egemonia sulla penisola italiana (Gran Ducato di Toscano, Ducato di Parma e Piacenza, Ducato di Modena e Reggio, Regno delle Due Sicilie).
Solo il regno di Sardegna potè mantenere una certa autonomia nei confronti dell’Austria.
Il nuovo assetto europeo fu sancito dalla Santa alleanza (Russia, Prussia, Austria e Francia), ispirata – almeno nelle intenzioni del suo promotore, lo zar Alessandro I- a una impostazione fortemente religiosa.

Ad essa si affiancò la Quadruplice alleanza promossa dalla Gran Bretagna, cui aderirono le altre potenze vincitrici.
La Restaurazione aveva caratteristiche differenti nei vari Paesi, anche se comunque nell'ambito di un indirizzo conservatore e di tipo tradizionalista. In Inghilterra fu più importante l'influenza dell’ala destra del partito conservatore, che favorì gli interessi della grande proprietà terriera.

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