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Storia delle Relazioni Internazionali

I1 500 = singoli studiosi, per la prima volta pubblicano dei trattati internazionali, sostenuti finanziariamente dai sovrani (che vogliono difendere la propria legittimità) = impulso dato dal potere e dall’interesse: nei trattati vi è la legittimazione del potere.

Successivamente i trattati iniziarono ad essere studiati come strumento di comprensione delle relazioni tra le corti europee = approccio giuridico.

A partire dal XVIII° secolo, si sviluppa una vera e propria disciplina, che si distanzia dall’approccio giuridico; ciò prende il via In Inghilterra, dall’esigenza del governo di comunicare le proprie scelte di politica estere al Parlamento, il quale si stava sempre più affermando à pubblicazione dei ‘Libri di Colore’ (un colore per ogni stato).
Essi erano delle collezioni di documenti, pubblicate dal governo, per illustrare al Parlamento i passaggi delle decisioni di politica estera, erano raccolte di documenti diplomatici che consentivano la ricostruzione del processo decisionale (e la giustificazione dell’operato governativo). Erano redatti da studiosi, nominati “ad hoc” dal Governo stesso.

Dopo la seconda guerra mondiale, la disciplina dei trattati politici, acquisì sistematicità, frequenza ed oggettività: furono create delle commissioni permanenti ed indipendenti dal governo (NO scelta dei documenti).

Lo storico non può esimersi dal consultare l’archivio; i documenti possono essere consultati dopo 30 anni la loro redazione, o 50 anni se contengono informazioni dannose per la sicurezza nazionale.

Negli USA esiste il F.O.I.A. (Freedom of Information Act), ovvero la possibilità, previa autorizzazione della Commissione che cataloga i documenti, di poterli visionare, prima dello scadere dei 30 anni.

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