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Regno Unito dell’Ottocento



Alla fine dell'800 è la prima potenza economica del mondo e questo grazie al ritorno del leader dei Tories: Benjamin Disraeli. Durante il suo governo, iniziato nel '74, ha portato avanti una politica di consolidamento dei possedimenti coloniali indiani e ha proclamato la regina Vittoria imperatrice.
Lavorò anche ai cambiamenti sociali ed eliminò troppe restrizioni al diritto di sciopero.
Disraeli morì nel 1881 e il suo governo conservatorista sostituisce quello liberale guidato da William Gladstone che emana solo una nuova legge elettorale a causa dell'impegno nella questione irlandese (divisa dal Regno Unito come cattolico). Si basava su un sistema agrario e quando la crisi agricola colpì si concentrò maggiormente sulla questione dell'autonomia dell'isola. Gladstone guarda prima a calmare la gente con una riforma agraria dell'81 e poi concede l'autonomia. Nei conservatori si sono lamentati, così come alcuni del partito di Gladstone.
Nel 1886 ci furono nuove elezioni e Gladstone fu sconfitto.

La questione irlandese



I repubblicani erano indicati con il nome di un eroe gaelico Phin Mac Kunhail. Tra l'800 e il 900 si alternano liberali e conservatori. Nel 1901 la regina Vittoria morì, lasciando il trono al figlio Edoardo VIII. I liberali salirono al potere cinque anni dopo, dopo le elezioni alla Camera, ed entrarono in 30 laboristi (liberali). Questo governo punta a una politica coloniale più moderata, a ridurre l'orario di lavoro, a creare un sistema assicurativo per la vecchiaia e un sistema fiscale che colpisce i ricchi.